Il 2007 mi ha fatto ciao con la mano come un bambino dal sedile posteriore alla macchina che gli sta dietro. Ora non posso sfuggire alla tentazione di fare i miei bilanci, di valutare il buono e il cattivo che ho assaggiato e risputato nell’arco dell’anno.
Cosa ha portato il 2007 a me, povera desperate bookseller?
Una piccola libreria invece del grande librificio (viva dio), ma nel pacchetto
ci ha messo pure le difficoltà di gestirla e comprenderla (non c’è calzetta senza carbone).
A parte le solite orripilanti classifiche dei più venduti, con in testa Volo e in coda Morelli,
mi ha anche stupito con qualche buon titolo, immediatamente trasformato
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dai media in caso editoriale, prossimamente in decima ristampa, infine in ferma-porte (per questo utilizzo più il libro è voluminoso meglio è). Mi ha fortemente disorientato mostrandomi che nel resto del mondo a Natale si vende Vespa, da me no. Posso considerarla, dopo tanta negazione, la prova inconfutabile che dio esiste.
Da queste indicazioni avrete capito che è stato un anno di stupori e scoperte. Decifrarli tutti e tradurli in azione significherà realizzare il mio grande proposito per il 2008: smettere finalmente di vendere libri, e imparare il mestiere di libraia. Silvia Ianniello
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