ControCultura ::
Un po' di numeri
Nonostante alcuni segnali di miglioramento negli ultimi mesi, per i civili iracheni il 2007 è stato “un anno di tragedia devastante e irreparabile”.
E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto, appena pubblicato, di Iraq Body Count (IBC), il progetto che da diversi anni tiene il conto delle vittime civili del conflitto in Iraq.
Anche se il numero degli iracheni uccisi a Baghdad, dove è stato dislocato il grosso dei rinforzi Usa arrivati con la nuova “strategia” di Bush (la cosiddetta “surge”), è calato in modo significativo nel corso del 2007, fuori dalla capitale, da gennaio a tutto agosto, c’è stato invece un aumento del numero dei morti – da 1.112 a 1.604.
Mettendo insieme questi due diversi trend, il quadro relativo all’intero Paese mostra che il tasso di morti civili si è mantenuto costantemente elevato – intorno ai 2.500 morti al mese – per i primi otto mesi dell’anno, calando improvvisamente attorno ai 1.000 al mese negli ultimi quattro, fino a fine 2007, per un totale di 24.000 vittime all'anno per un macabro, ipotetico, forfettario numero di vittime complessivo dall'inizio della guerra che staziona intorno alle 150.000 unità.
La parte più violenta dell’Iraq è stata la provincia di Ninive, dove il numero dei morti è
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aumentato del 143 per cento.
Secondo i dati raccolti da IBC, inoltre, nei primi otto mesi del 2007 c’è stato il più alto numero di attacchi con autobombe. Venti gli attentati in cui sono stati uccisi oltre 50 civili (in un caso, addirittura più di 500), a fronte dei 12 del 2006, e dei 17 in tutto fra il 2003 e il 2005.
Nel complesso, i dati relativi agli ultimi mesi dell’anno indicano che la violenza è tornata ai livelli mensili che si registravano nel 2005, considerato l’anno peggiore dall’invasione.
Negli ultimi 12 mesi è aumentato anche il numero di civili uccisi durante le operazioni militari condotte dalle forze Usa, dice IBC. Dai 544 (minimo) - 623 (massimo) del 2006 si è passati agli 868 – 1.326 del 2007. A causare la maggior parte delle vittime sarebbero stati gli attacchi aerei, nei quali sarebbero morti anche almeno 88 bambini, dimostratosi non così intelligenti da sfuggire alle bombe intelligenti americane.
Niente di tutto questo è stato detto, scritto, pubblicato su giornali e telegiornali nostrani del resto si tratta soltanto di numeri, di semplici numeri, noiosissimi numeri che delineano il quadro di un Iraq totalmente fuori controllo e ben lontano dall'intraprendere il lento cammino verso la democrazia.
Simone Marchi
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ControPolitica ::
Hillary vs Obama
Che siano una femmina e un nero i due candidati democratici
forti, insomma i
candidati ad essere padroni(o padrone) del mondo merita una riflessione
sull'America che sa rinnovarsi, nonostante tutto.
A me Obama non piace molto, mi pare un burattino manovrato nelle sue
idiozie retoriche, anche se i suoi tre punti sono forti:
1)via dall'Iraq (ma in quanto tempo non ce lo dice)
2)assistenza medica anche ai 50 milioni di poveri (ma finirà come
nei
nostri pronti soccorsi, e nella nostra medicina di serie A per chi
paga, e di
serie B per gli altri?)
3) togliere i soldi dei grandi profitti alle multinazionali (a loro, o
togliere solo qualche soldo delle stock-option dei managers? Sono cose
molte
diverse ovviamente).
E sui tre punti Hillary non è da meno. Si dice che votò per l'Iraq ma lo
fece
qundo nessuno, assolutamente nessuno votò contro e lì sarebbe
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finita, Obama
non votò contro perché non c'era. Sulla sanità gratuita Hillary ci ha
già
provato, con Bill, e le multinazionali dei farmaci, insieme alla
superpotente
AMA (americam medical association) la massacrarono. Ora ci tornerebbe con
più
cognizione di causa,e forza. Sul terzo punto, è tutto da vedere.
Ma non è un caso che tutto l'establishment mediatico stia cercando di
distruggerla, di lei hanno paura le multinazionali della guerra, mentre di
Obama che parla di speranza e poco più,non hanno nessun timore. E'
troppo
inesperto e quindi manovrabile.
I repubblicani fanno schifo, grazie al cielo, ma c'è il miliardario di New
York
Bloomberg che si affaccia alla ribalta, e quello potrebbe cambiare le
carte
in tavola.
Chi vincerà tra la femmina e il nero lo sapremo all'inizio di
Febbraio: affascinante. Io, anche a naso, tifo per Hillary.
A.Q.
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SOMMARIO
pag.1
ControCultura :: San Gennaro aiutali tu
Cosa succede alla Malatempora
pag.3
Calcinculo :: Cambiamenti
Bloggers :: Hatingline
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
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