Una vera e propria rivoluzione è in corso di preparazione nel mondo del calcio. Orari delle partite, programmi tv, nel giro di pochi anni molto probabilmente nulla sarà più come prima, o quasi. Già l'avvento delle pay tv con annessi anticipi, posticipi e orari fissi aveva fatto molto, ma il meglio deve ancora venire. Partite anche alle 13 di domenica, posticipi il lunedì sera e gol in chiaro solo dopo le 22:30 della domenica. Vuol dire la fine definitiva dell'appuntamento storico con i gol alle sei del pomeriggio, e una discreta overdose di calcio in tv, manna dal cielo per gli appassionati. Chissà, forse è il primo passo per l'attuazione anche qui del 'modello inglese', non per la sicurezza negli stadi – impossibile, nonostante le dichiarazioni di facciata – quanto per la
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gestione dei diritti tv. In Inghilterra la giornata di campionato dura tre giorni – dal sabato al lunedì, e le partite che vengono trasmesse sono scaglionate lungo i tre giorni di gioco. In pratica i fan inglesi la domenica si siedono davanti alla tv prima di pranzo e si alzano solo dopo cena. Così facendo le squadre inglesi incassano da Sky un miliardo e duecento milioni di euro l'anno, più del doppio delle italiane che nel giro di due anni vorrebbero avvicinarsi alle più ricche colleghe d'oltremanica. Giusto? Sbagliato? Chissà, d'altronde il calcio è oramai un business e molti sarebbero contenti di poter seguire più partite a stretto giro.
Stefano Marsiglia
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