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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 16 gennaio 2008, N° 194, pagina 2

ControPolitica :: Da una Guantanamo all'altra


Guantanamo si svuota, o almeno così dice l'amministrazione americana nelle ultime settimane. Bush ha deciso di ridurre sensibilmente il numero di detenuti nel lager cubano, liberando o trasferendo in altre prigioni (più umane?) i sospetti terroristi detenuti a Camp Delta. Vittoria delle organizzazioni internazionali per i diritti dell'uomo come Amnesty International che da anni denuncia torture e abusi all'interno della prigione? Vittoria del buon senso e risveglio della ragione con l'amministrazione americana finalmente consapevole dell'inutilità della sua ceca politica? Vittoria dei pochi gruppi di avvocati che si sono fermamente schierati a tutela dei diritti dei detenuti? Niente di tutto questo, purtroppo perché lontano dagli occhi e dal cuore dei media occidentali c'è un'altra prigione colma di detenuti incarcerati senza nemmeno sapere il motivo. In Afghanistan, il Pentagono ha nel frattempo ampliato quella che si può a buon titolo definire come 'la madre di tutte le prigioni Usa della vergogna': il centro di detenzione militare statunitense di Bagram, a nord di Kabul, dove nel 2002 vennero sperimentate le tecniche d’interrogatorio successivamente esportate


ad Abu Ghraib e nella stessa Guantanamo. Inizialmente usata come centro di detenzione temporanea dei prigionieri di guerra appena catturati in Afghanistan e Pakistan, in attesa del loro trasferimento oltreoceano, Bagram, con la progressiva dismissione della prigione cubana, ha accumulato detenuti prendendo di fatto il posto del famigerato ‘Camp Delta’ come centro di detenzione Usa in via definitiva. Se i detenuti di Guantanamo sono scesi dai 775 iniziali ai 275 di oggi, gli 'ospiti' di Bagram sono progressivamente cresciuti fino agli attuali 630. Nei mesi scorsi, la Croce Rossa Internazionale (Icrc), unica organizzazione ad avere un limitato acceso a Bagram, ha denunciato che nella 'nuova Guantanamo' i detenuti vengono trattati peggio che nella vecchia, sottoposti a 'trattamenti crudeli contrari alle Convenzioni di Ginevra'. Già nel 2004, quando Bagram era ancora un piccola prigione, Human Rights Watch aveva denunciato le torture e le violenze, spesso letali, a cui i prigionieri venivano sottoposti. Insomma, invertendo l'ordine dei fattori, il risultato non cambia.

Simone Marchi




ControCultura :: Boicottiamo Torino!


Vorremmo che tutte le case editrici degne di questo nome non andassero a Torino, e la boicottassero. Il perché lo sapete dai giornali. Quest'anno sarà ospite ufficile (con delegazione di artisti, scrittori, politici) quel paese che da pecora si è fatto lupo, e che ha in pugno il più grande carcere a cielo aperto della storia, Gaza. E naturalmente quel governo parafascista e criminale è contento di trovare spazi in cui si parla della loro cultura, invece che dei loro crimini, che insanguinano una Palestina martoriata da decenni. E ci risiamo; ma la cultura che c'entra,dicono le solite anime belle, al riparo dei missili USA e Israeliani. A noi non dispiace Amos OZ, anche se il suo ultimo libro non l'abbiamo finito, perché ci è parso artefatto. Ma non è questione di un autore, o degli autori, è questione di decenza. Come si fa a mettere sul palcoscenico torinese Israele,con quello

che fa in Palestina? Che gli editori italiani siano per lo più pavidi servi del pensiero unico,del politically correct ed assatanati per qualche bestellerino, di qualsiasi cosa parli,sappiamo da sempre. Quando abbiamo fatto un testo che attaccava la Fiera dei piccoli e medi eidtori di Roma, che noi chiamiamo McDonald's del libro (e Torino allora è l'Hard Rock Cafè diremmo) con noi abbiamo trovato solo Stampa Alternativa e Fernandel. Vediamo chi ha il coraggio elementare, la pulizia e la decenza, diciamo noi, di non andare e boicottare la fiera del libro di Torino, oltre a noi e a Baraghini. Questi sono momenti in cui ci si conta,per quel che vale.Fate girare questo testo, o voi di Indymedia, o Pamio, o guerrilla news service,o voi tutti che credete ad una cultura non asservita,se avete anche il coraggio di chiamarla, qualche volta,controcultura.

A.Q.




SOMMARIO
pag.1
ControCultura :: Grande è il caos...
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: Polemiche arbitrali
ControCultura :: Cuffaro
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no