ControPolitica ::
Da una Guantanamo all'altra
Guantanamo si svuota, o
almeno così dice l'amministrazione americana nelle ultime settimane.
Bush ha deciso di ridurre sensibilmente il numero di detenuti nel lager
cubano, liberando o trasferendo in altre prigioni (più umane?) i
sospetti terroristi detenuti a Camp Delta.
Vittoria delle
organizzazioni internazionali per i diritti dell'uomo come Amnesty
International che da anni denuncia torture e abusi all'interno della
prigione? Vittoria del buon senso e risveglio della ragione con
l'amministrazione americana finalmente consapevole dell'inutilitÃ
della
sua ceca politica? Vittoria dei pochi gruppi di avvocati che si sono
fermamente schierati a tutela dei diritti dei detenuti?
Niente di tutto
questo, purtroppo perché lontano dagli occhi e dal cuore dei media
occidentali c'è un'altra prigione colma di detenuti incarcerati senza
nemmeno sapere il motivo. In Afghanistan, il Pentagono ha nel frattempo
ampliato quella che si può a buon titolo definire come 'la madre di
tutte le prigioni Usa della vergogna': il centro di detenzione
militare
statunitense di Bagram, a nord di Kabul, dove nel 2002 vennero
sperimentate le tecniche d’interrogatorio successivamente esportate
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ad
Abu Ghraib e nella stessa Guantanamo. Inizialmente usata come centro di
detenzione temporanea dei prigionieri di guerra appena catturati in
Afghanistan e Pakistan, in attesa del loro trasferimento oltreoceano,
Bagram, con la progressiva dismissione della prigione cubana, ha
accumulato detenuti prendendo di fatto il posto del famigerato ‘Camp
Delta’ come centro di detenzione Usa in via definitiva. Se i detenuti
di Guantanamo sono scesi dai 775 iniziali ai 275 di oggi, gli
'ospiti'
di Bagram sono progressivamente cresciuti fino agli attuali 630.
Nei
mesi scorsi, la Croce Rossa Internazionale (Icrc), unica organizzazione
ad avere un limitato acceso a Bagram, ha denunciato che nella 'nuova
Guantanamo' i detenuti vengono trattati peggio che nella vecchia,
sottoposti a 'trattamenti crudeli contrari alle Convenzioni di
Ginevra'.
Già nel 2004, quando Bagram era ancora un piccola prigione,
Human Rights Watch aveva denunciato le torture e le violenze, spesso
letali, a cui i prigionieri venivano sottoposti.
Insomma, invertendo
l'ordine dei fattori, il risultato non cambia.
Simone Marchi
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ControCultura ::
Boicottiamo Torino!
Vorremmo che tutte le case editrici degne di questo nome non andassero
a
Torino, e la boicottassero. Il perché lo sapete dai giornali. Quest'anno sarà ospite ufficile (con delegazione di artisti, scrittori, politici)
quel
paese che da pecora si è fatto lupo, e che ha in pugno il più grande
carcere
a cielo aperto della storia, Gaza. E
naturalmente
quel governo parafascista e criminale è contento di trovare spazi in
cui si
parla della loro cultura, invece che dei loro crimini, che insanguinano
una
Palestina martoriata da decenni. E ci risiamo; ma la cultura che
c'entra,dicono
le solite anime belle, al riparo dei missili USA e Israeliani. A noi non
dispiace Amos OZ, anche se il suo ultimo libro non l'abbiamo
finito, perché ci
è parso artefatto. Ma non è questione di un autore, o degli autori, è
questione
di decenza. Come si fa a mettere sul palcoscenico torinese Israele,con
quello
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che fa in Palestina?
Che gli editori italiani siano per lo più pavidi servi del pensiero
unico,del politically correct ed assatanati per qualche bestellerino,
di qualsiasi cosa parli,sappiamo da sempre.
Quando abbiamo fatto un testo che attaccava la Fiera dei piccoli e medi
eidtori di Roma, che noi chiamiamo McDonald's del libro (e Torino allora
è l'Hard Rock Cafè diremmo) con noi abbiamo trovato solo Stampa Alternativa e
Fernandel. Vediamo chi ha il coraggio elementare, la pulizia e la
decenza, diciamo noi, di non andare e boicottare la fiera del libro di
Torino,
oltre a noi e a Baraghini. Questi sono momenti in cui ci si conta,per
quel
che vale.Fate girare questo testo, o voi di Indymedia, o Pamio, o
guerrilla
news service,o voi tutti che credete ad una cultura non asservita,se
avete
anche il coraggio di chiamarla, qualche volta,controcultura.
A.Q.
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SOMMARIO
pag.1
ControCultura :: Grande è il caos...
Cosa succede alla Malatempora
pag.3
Calcinculo :: Polemiche arbitrali
ControCultura :: Cuffaro
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
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