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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 30 gennaio 2008, N° 196, pagina 2

ControPolitica :: Amare riflessioni


Questa settimana niente Iraq, niente Afghanistan, niente follie americane e inchini europei. Per una volta i potagonisti non sono Bush o Bin Laden, Al Qaeda o la CIA, ma un libro e un autore, anzi meglio uno storico giornalista. é uscito da pochi giorni "Maestri e Infedeli" libro che raccoglie un decennio, o poco più, di interviste fatte da Corrado Stajano per Il Giorno e Il Corriere della Sera. Illustri gli intervistati: da Primo Levi a Norberto Bobbio, dalla vedova Pinelli alla zia di Valpreda, da Giorgio Bassani a Ferruccio Parri. Caldo anzi caldissimo il decennio: dal 1967 al 1980. Belle, bellissime le interviste di autori, politici, personaggi storici che parlano in libertà, senza mezze frasi, senza parcondicio, senza politichese. Inquietanti, avvilenti le conclusioni post lettura: è mai possibile, infatti, che per trovare interviste con la I maiuscola, dove il giornalista non si china davanti all'intervistato e dove l'intervistato formula pensiero e non banalità dobbiamo pubblicare pagine vecchie di trent'anni? Chiedere ai nostri mezzi di informazione


di pubblicare interviste e non comunicati stampa di questo o quel politico, è chiedere troppo? In fondo si tratta de "Il Giorno", giornale innovativo certo, ma pur sempre legato e indirizzato da Mattei e dalla lunga mano dell'Eni e del "Corriere della Sera" che negli anni '60 e '70, o meglio nella sua centenaria storia, faceva o ha fatto tutto meno che informazione alternativa. Beh, per la nostra sonnolenta informazione, se chiedere un giornale o una tv che produca riflessioni, pensiero è chiedere troppo, non ci resta che sorridere con gli aneddoti di Bassani, infiammarsi con le dure parole di Bobbio, arrabbiarsi quando la vedova di Pietro Pinelli confida a Stajano nel 1973 che crede nella giustizia e che è convinta che vedrà i colpevoli di Piazza Fontana e della morte del marito in prigione, piangere quando dal libro passiamo alla Repubblica di lunedì 28 febbraio 2008 e leggiamo dei deliri di onnipotenza di Mastella, delle derive democristiane di compagno Veltroni, degli sproloqui di maestri di democrazia come Fini, Berlusconi e Calderoli.

Simone Marchi




ControCultura :: Ancora su Torino


Povera e nuda va, letteratura! Mentre l'idiozia televisiva impazza(usque tandem?)nell'Italietta dei semianalfabeti, degli idioti luciferini pompati alla Ferrara, e per fantasia, vi basti Henry Potter! E allora, o mille poveri editorini che correte alla McDonald's del libro di Torino, che ha l'improntitudine di mettere in passerella i lupi Israeliani che hanno fatto di Gaza il più grande carcere a cielo aperto del mondo. Non ci andate! Per una volta che avete la possibilità di far sentire una voce che va oltre ai Vespa e al vespaio mediatico della viltà idiota italica, fate un gesto di decenza che avrà una qualche valenza, almeno simbolica. Lasciate che ci vada chi vive la cultura come orpello di regime, come teatrino di figurine da comprare.

Non faccio nomi, ma ci rallegrerebbe davvero vedere qualcuno di voi Avere un soprassalto di coraggio, e boicottare la kermesse. Ci sono momenti in cui ci si conta. Noi, lo sanno tutti, non andiamo né a Torino né a Roma, che ci paiono postacci spettacolari per gonzi che vanno a riempirsi gli occhi di nulla. Boicottate Torino, piccoli editori! Non ci andate, lasciate gli stand vuoti,richiedete i vostri soldi che servono a incensare gli agnelli fatti lupi,che uccidono a Gaza. E in margine, Amos OZ e gli altri due o tre scrittori israeliani, si vergognino di andarci a giustificare i loro killer.

A.Q.




SOMMARIO
pag.1
ControCultura :: Come finirà?
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: Paure
ControCultura :: Governo
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no