Libreria vuota, ho appena aperto. Accendo una musica allegra in sottofondo, mi serve per stare sveglia.
Controllo che tutto sia in ordine: raddrizzo i libri storti, riempio gli spazi vuoti sugli scaffali. Ricerco armonia. Però non la trovo. Perché? Cosa mi sfugge? Avverto un segnale d’immobilità, ma non capisco da dove provenga. Continuo a cercare, poi mi fermo. Ho capito. È colpa della classifica. Le dieci novità di narrativa più vendute, messe una accanto all’altra: questa è – dovrebbe essere – la classifica. Peccato che di “nuovo” non abbia praticamente nulla: “Il Cacciatore di aquiloni” sta lì a fare i vermi dal 2004, “Gomorra” dal 2006;
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il più nuovo tra i vecchi è “Mille splendidi soli”, uscito nove mesi fa e destinato pure lui a grandi, interminabili, snervanti successi. Ogni tanto il podio si movimenta grazie all’intervento di grandi bufale a poco prezzo (uno per tutti, Fabio Volo), rarissimamente si fa strada un libro valido (è il caso della Barbery con “l’eleganza del riccio”). Per il resto, niente di nuovo. Sempre le stesse facce.
E noi che ci preoccupiamo della liberalizzazione del prezzo dei libri: di questo passo le “novità” le venderemo al 70% di sconto come fuori catalogo!
Silvia Ianniello
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