Abbiamo già parlato de Il Romanista. Non a caso ne parlammo come di una 'realtà alternativa', perché oggi come oggi un giornale indipendente è comunque una rarità scrivemmo dell'assenza di grossi nomi nel cda, della distanza dai poteri forti – che sono anche nel calcio, oh se ci sono! - e della conseguente difficoltà nella raccolta di pubblicità, che per un giornale è praticamente il pane quotidiano. E ieri Riccardo Luna, direttore e vero creatore del giornale, ha dato le dimissioni. Lo ha comunicato con un articolo che lascia pochissimo adito a dubbi (“c’è qualcun altro che ha convinto il lattaio a non portarci più il latte la mattina: ora, una mattina puoi fare a meno del latte, anche una
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settimana forse, ma dopo un po’ diventa dura”). Rimane il dubbio di chi abbia convinto il lattaio, e qui c'è solo l'imbarazzo della scelta, considerando che Luna con il suo giornale dava fastidio tanto ai potenti del mondo economico-pallonaro quanto ai ras delle radio locali che hanno messo su con la non-informazione sulla Roma e sugli annessi e connessi un discreto business. Cert'è che chiunque sia stato aveva ed ha un potere non indifferente, visto che i calciatori della Roma non concedono interviste al giornale da più di un anno. Che altro dire? C'è qualcuno che ancora crede che in Italia esista la libertà di stampa?
Stefano Marsiglia
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