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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 13 febbraio 2008, N° 198, pagina 4

ControCultura :: Vita da libraia


Che differenza c’è fra un libraio e un architetto che progetta librerie? Tutte le differenze del mondo, direte voi, eccetto una: lavorano entrambi in funzione dei libri. Eh no! Qui sta l’errore! Un architetto non ha la più pallida idea di cosa significhi lavorare con i libri, perciò nel suo progetto penserà a tutto fuorché a quello. Guardate la libreria in cui lavoro: mensole illuminate da led invisibili, lampade di tela che ti pendono sulle corna e fanno una luce soffusa e calda, cubi di plastica componibili per creare un’originale esposizione a banco. Tutto perfetto, in apparenza. MA: provate ad infilare un libro a

copertina rigida alto trenta centimetri in quelle mensole. Non entrerà neanche a calci. O sei un tascabile, o muori. La luce fa atmosfera, è vero: ma mi è parso di capire che serva soprattutto per vederci, e se in libreria non ci vedi abbastanza per leggere che minchia ci vai a fare??? Ultimi ma non meno importanti, i cubi di plastica. Attirano polvere come swiffer giganti e sono pure bianchi, tanto perché non si noti. Ma quando mai c’è la polvere tra i libri?, ti direbbero gli architetti. E quando mai li ammazzano da piccoli!, dico io.

Silvia Ianniello




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Lo shakeraggio elettorale
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Sotto la crisi
ControPolitica :: (Ancora su) Hillary e Obama

pag.3
Calcinculo :: Solidarietà
Bloggers :: Fusoradio

ControCultura :: Recensioni


Libri da leggere
Jim entra nel campo di basket, scritto da un (allora) adolescente Jim Carrol è una storia cruda di sobborghi, partite a pallacanestro, droghe leggere e pesanti (più le seconde per le verità). Sullo sfondo la New York di fine '60, descritta come solo chi ci è nato e cresciuto è in grado di fare.

S.M








Libri da non leggere
C'è gente nel mondo dell'editoria che non distingue un gomito da un ginocchio. Se c'è però una cosa che sa fare bene è copiare ciò che ha già avuto successo. Vorremmo perciò stringere la mano a chi ha avuto l'idea di far scrivere un libro per adolescenti a Guido Bagatta, noto soprattutto per girare all'idroscalo con un gommone di venticinque metri gonfiato a fiato per allenarsi alle future prove di Real Tv. Nel panorama delle idee geniali (il pane a fette, i Barbapapà, Youporn) questa va dritta nella top 3. La mia vita bassa è la storia di Step e Babi: appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Cosa, questo è Moccia? Avete ragione, il libro di Bagatta è diverso. Vabbè, ci riprovo: questa è la storia di Carolina, che esce con Matteo - che compare in una sola scena, in cui entra in classe gridando: "Ragazzi c'è Sky a 15 euro al mese!". Carolina non fa un cazzo tutto il giorno tranne guardare The O.C. su Italia1 e spendere lo stipendio dei genitori in jeans a vita bassa e "mutande di lycra verde pisello acido". Dal libro verrà tratto un telefilm in 10 puntate in cui, per venire incontro alle richieste dei lettori, nella scena finale la protagonista verrà mangiata da uno squalo.
Letizia Rosati