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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 20 febbraio 2008, N° 199, pagina 4

ControCultura :: Vita da libraia


Sono arrivata alla conclusione che a fare il libraio o diventi matto o diventi un mostro. Montroni, per esempio. Lui non è un libraio, lui è IL libraio. Dopo Montroni le librerie non sono più state le stesse. O meglio, non sono più state librerie. Perché Montroni, per chi non lo sapesse, ha inventato le Feltrinelli. e chi è riuscito a creare un mostro simile non può che essere un mostro anche lui. Per questo è ritenuto un guru, un mentore della gestione libraria: la sua consulenza vale oro, e la sua partecipazione ai corsi di formazione è considerata un onore immenso. Ma durante le sue lezioni non spiega mica come si fa un pacco di soldi con la carta stampata altrui.

Macché. Sembra di sentir parlare il libraio de “La storia infinita”: tutto uno spolverare scaffali, scegliere un catalogo dall’identità forte, organizzare l’allestimento e l’esposizione in base a questa identità. (ma le Feltrinelli non sono tutte uguali identiche? A meno che non intenda questo, quando parla d’identità...) Insomma, sembra di avere di fronte un soggetto bipolare. Un matto, appunto. Perché il libraio medio o diventa un mostro o diventa matto. Montroni tutt’e due. E non lascia ad altri neanche questo primato.

Silvia Ianniello




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Spettacolo elettorale: -53
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Primi passi...
ControPolitica :: Fidel

pag.3
Calcinculo :: Spezzatino all'italiana
Bloggers :: Donnetifose

ControCultura :: Recensioni


Libri da leggere
Ragnarok, di Tom Godwin. Un capolavoro della 'fantascienza epica', in cui un gruppo sparuto di coloni umani si battono contro imperi interplanetari e condizioni avverse in pianeti ostili. Intrighi di potere, epiche battaglie, amori e dissapori in una storia che dura 300 anni, e fa guardare il cielo stellato con una curiosità tutta nuova.

S.M








Libri da non leggere
Cos'è quella cosa che fa sembrare una ragazza con le tette grosse, un libro in mano e un anziano signore vicino ancora più fuori luogo di quanto non sia già? In effetti nessuna, persino il mio caporedattore metterebbe l'immagine come sfondo per il desktop, eppure la risposta è "scrivere alla redazione che uffa però, perché parlate male di me? Non gioco più, ridatemi il pallone". Ma noi non ce la prendiamo, magari era arrabbiata perché il tronista Giovanni l'ha scartata appena ha detto che sapeva anche contare fino a dieci, o perché le si è impallato Photoshop e non può aggiornare il sito. O magari ha visto in libreria "Una vita da Cazzetti" e, come la sottoscritta, ha pensato che adesso pure gli ex fidanzati si mettono a scrivere le autobiografie, come se in Italia non bastassero già le cagate che pubblica la Castelvecchi. E invece no, i colpevoli sono Luca Gabbi ed Enea Salsi che nel lontano 1988, per fare colpo su una ragazza, le dedicano una canzone con la loro pianola Casio, il cui testo viene ora spacciato per romanzo - tra ricche virgolette - dalla Giraldi. Come augurio, pare che le Poste emetteranno un francobollo raffigurante due squilibrati intenti a infilare le dita in una presa elettrica.
Letizia Rosati