ControPolitica ::
Anche il cinema
In un noioso pomeriggio domenicale mi sono imbattuto più perchè obbligato che per reale convinzione in "Leoni per agnelli" ultimo film di Robert Redford con cast d'eccezione che oltre al bel Rob comprende l'altro bel Tom Cruise e la sempre affascinante Meryl Streep. Nonostante i miei pregiudizi sul "classico film americano" devo ammettere che il breve tempo della pellicola mi ha fatto ricredere. Certo non manca la figura del soldato che parte per l'Afganistanh perchè non ha scelta, così come non manca la consueta dose di patriottismo che pervade sia il giovane Senatore Repubblicano, sia la giornalista progressista, sia il professore liberal. Detto questo, però, il film è ben fatto le accuse ad una società americana (dai media ai politici, dai professori agli studenti) immobile, menefreghista e coresponsabile delle follie Bushiane è forte e chiara.
Così si distinguono nitidamente le responsabilità di un partito politico ottuso, ancorato ad un elettorato bigotto e spaventato e ad una visione del mondo e della politica estera imperialista e egemonica.
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Non da meno, però, risultano le responsabilità di una stampa(anche quella considerata di sinistra) accondiscendente poco critica, attenta più ai soldi della pubblicità che alla notizia e all'inchiesta. E non è da meno il mondo accademico, le Università dove professori annoiati e studenti distratti non producono più pensiero, risorse e vivacità. In conclusione è un intelligente spaccato di una società immobile, impantanata nelle sue stesse scelte che, da un lato non ha la forza per reagire e dall'altro non ha le motivazioni per farlo. Sicuramente meno rivoluzionario di Michael Moore e del suo Farehnait 9/11 il film farà comunque riflettere i più attenti.
In attesa di vedere il tanto acclamato film sulle prigioni segrete americane, abbandoniamoci per un attimo al pensiero che il cinema inizii, o torni, a sensibilizzare e far riflettere. Come ben sanno i Re valgono più dieci secondi di immagini che trecento pagine di libri.
Simone Marchi
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ControCultura ::
Libri gratis
Chi ci segue sa che abbiamo lasciato Vivalibri,l'infido, infingardo
Pietro
D'amore che non paga noi da un anno,e come noi parecchi altri piccoli
editori.La cosa divertente, tragicomica è che con le superpubblicità
che si
è fatto su Repubblica sui librini e libretti del furbo Castelvecchi suo
sodale ha anche strappato a Repubblica(che bel do ut des degno dei
tempi!)
Un articolo-soffietto in cui si dice quanto è brava Vivalibri con i
piccoli
editori. Insomma, la menzogna mediatica a coprire l'imbroglio reale.
Noi abbiamo chiesto al giudice di ingiungerli(chiamasi ingiunzione) di
pagarci,ma lui veleggia contento e impunito verso gli empirei della
promozione della Newton Kompton,il grosso per per alcuni versi
benemerito
editore romano che pubblica i classici a prezzi stracciati.
Stiamo portando via da lui il nostro magazzino,e o andiamo dai
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Remainders, o
dobbiamo mandare i libri che ci sono rimasti al macero,perché i costi
di
magazzino sono proibitivi. Al macero dunque? Nooo. Ci viene il mal di
pancia
al solo pensarci.
Insomma,bruciare più di 50mila libri(lo scrivo in lettere: più di
cinquantamila!) ci pare un delitto.Se guardate il nostro
catalogo(www,malatempora.com) vedrete che ci sono libri
obsoleti,certo,ma
libri long seller,evergreen per usare parole di gergo.
NOMADI E VIAGGIATORI IN FUGA DALL'OCCIDENTE,per fare un solo esempio.
Che fare? Quel che la nostra filosofia ci suggerisce:regalarli tutti!
Nella prossime puntate vi spiegheremo come.
A.Q.
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SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Que vajan todos
Cosa succede alla Malatempora
pag.3
Calcinculo :: Ma và?
Bloggers :: Zuppa di vetro
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pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
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