Beh, dite quello che volete, ma quando ho letto il programma del partito
comunista dei lavoratori di Marco Ferrando, mi si è aperto il cuore.
Ve lo elenco brevemente, perché forse non arrivano a presentarsi, non
hanno le
firme. Però io li voterei, li voterò. Non arriverà certo in TV, nemmeno
sui
giornali, un programma così. Invece a me pare una programma di buon
senso.
In primis, salario minimo garantito di 1300 euro a tutti i lavoratori
(si può fare tranquillamente, con i soldi che ha l'Italia, si può fare
eccome, e allora ditemi perché no). Certo noi abbiamo sempre preferito il
reddito di cittadinanza (assolutamente a tutti) che oggi potrebbe essere
di
1000 euro, e permetterebbe un rinascimento dell'Italia domani, con la
gente
che va a lavorare dove gli piace, e quindi dove rende meglio. Eliminando
tre
quarti dei lavori burocratici inutili. Ma un altro bel punto del
programma
Ferrando è che i parlamentari prenderebbero massimo 2000 euro al mese. Sacrosanto, non trovate? Niente lavoro
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precario, assunzione
a tempo indeterminatom, nazionalizzazione senza indennizzo e sotto
controllo
operaio di tutte le aziende privatizzate (leggi scippate) negli ultimi
venti
anni. Requisizione e nazionalizzazione delle imprese che inquinano, e di
quelle responsabili degli omicidi bianchi ci pare sacrosanta anche
questa.
Esproprio delle banche e delle assicurazioni 'strumento di oppressione
di
ampi strati popolari' non ci pare male, ma andrebbero letti i libri di
De
Simone sulla 'economia dal volto umano', e sul come realizzarla
concretamente. E sul come essa sia possibili, anzi, molto auspicabile.
Insomma, rifare il sistema sia della produzione che della
distribuzione, guardando al lavoro, e tagliando le unghie, affilatissime
del
capitale globale che ci fa star male tutti.
Se entrano nelle liste, ce la faranno a prendere il 2% fatidico? Io
spero di
si, perché sarebbe un bel ritorno del 'potere a chi lavora' contro
l'accozzaglia di corvi,iene,sciacalli e profittatori vari che agiscono
per
conto del capitale. Siate realisti,chiedete l'impossibile.
Angelo Quattrocchi
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