Vecchio e nuovo insieme. Vediamo, senza annoiarvi. Berlusconi sta a
destra di
Attila, e Veltroni leggermente a sinistra. Attila
è, ovviamente, il
neoliberismo selvaggio di Milton Friedman, l'economista criminale che ha
distrutto l'Argentina e mezzo Sud America, e che qui da noi gli stessi
Bersani e Lanzillotta del PD sono pronti ad applicare come, magari
peggio di
Tremonti. E sia l'uno che gli altri faranno danni incalcolabili al
paese, impoverito, stremato, impaurito. Sono arrivati a un punto tale di
imbecillità che dicono che bisognerebbe dare qualche lira alla gente
impoverita (non povera, impoverita da loro) perché così spendono qualcosa
di
più e aiutano l'economia. Vi rendete conto?
A destra c'è il verace Storace, con la sua velina Santanchè, lui farebbe
i pogrom, le espulsioni e tanta security, con tante belle telecamere nei
centri storici per ricchi (ma anche gli altri due di qua e di là di
Attila lo
farebbero e lo faranno, e nemmeno potete scappare in Francia o in
Spagna...).
L'arcobaleno sarebbe da votare (turandosi il naso) per fermare
Berlusconi, perché serve a fottergli senatori là dove va in minoranza
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(insomma una roba tattica tipo partita di calcio). Un filino più a
sinistra
c'è qualche timido segno di socialdemocrazia nella SINISTRA CRITICA e
ancor
più interessante, anche se un po' moralista, un po' appiccicaticcio e un
po'
velleitario, ma unico decente, è il programma del pcdl (credo si chiami
così) di Ferrando, voto di testimonianza, tranne che quella massa di anime
belle e
cretine che non vanno a votare perché tutto gli fa schifo, andranno a
votare
lui, che sarebbe una figata.
Visto che è l'unico che vuole fermare la guerra, Vicenza e togliere ai
ricchi
e ridare ai poveri, e parla, quasi,d i reddito di cittadinanza, più di
sinistra
critica(se volete confrontiamo i due programmi).
Ma naturalmente tutto questo che vi dico non esiste, nel
mediatico, quindi non
esiste tout court, nel paese in cui la metà sono analfabeti, e un altro
30%
non sanno leggere un giornale, e solo il 4% non ha la TV.
Insomma, in una telecrazia burocrato mafiosa quale siamo.
Angelo Quattrocchi
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