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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 12 marzo, N° 202, pagina 2

ControPolitica :: Controinfo elettorale


Abbandoniamo per una settimana i lidi afgani e iracheni per concentrarci, come ogni reporter che si rispetti, sull'attualità. Le elezioni in Spagna, il ritorno minaccioso dell'ETA, le amministrative in Francia, gli ultimi voti alle primarie americane, hanno oscurato lo spazio dedicato alla lotta al terrorismo e all'esportazione della democrazia. Anche se i giornali non ce lo dicono e i nostri interessi sono tutti concentrati sull'italica campagna elettorale, anche questa settimana si è continuato a morire sia in Iraq che in Afghanistan (16 morti ieri a Nassiriya e quattro morti questa mattina in Afghanistan). Ciò detto concentriamoci sull'argomento caldo delle ultime ore: il caso Ciarrapico. Uomo interessante quello delle acque minerali che per alcuni anni ha provato, con risultati disastrosi, a fare il presidente della Roma. Da sempre legato nostalgicamente al fascismo è diventato andreottiano all'occorrenza (chi del resto negli ultimi 50 anni non si è avvicinato allo scudo crociato per ottenere un favore?) e, adesso, berlusconiano per interesse. I giornali, le televisioni, i politici di tutti gli schieramenti hanno gridato allo scandalo, hanno dichiarato inammissibile e inaccettabile la candidatura, hanno sollevato un polverone mediatico che ha impedito, come al solito, di arrivare al fondo del problema.


Ciarrapico oltre a non aver mai rinnegato le sue simpatie fasciste (pensiero inammissibile in un paese normale, non in Italia dove la Mussolini santifica e pontifica, dove le croci celtiche sono presenti in ogni stadio, dove il piccolo borghese rimpiange di nascosto il ventennio) è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione, per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier». E' stato arrestato con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti. Condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, ridotti in appello a 4 anni e mezzo è riuscito a non risarcire mai i danni alle parti civili cambiando continuamente residenza. Ecco basterebbe questo per motivare le critiche alla candidatura, invece si preme il tasto del fascismo senza comprendere, o facendo finta di non comprendere, che così, come spesso avviene, si asseconda il progetto berlusconiano. Progetto che, con la candidatura di Ciarrapico si pone due principali obiettivi: sottrarre un po' di voti alla destra di Storace, delegittimare agli occhi degli elettori il finto delfino Fini. Passano gli anni, i governi e le stagioni, cambiano le pedine ma sinistra e media continuano a fare il gioco del buon Silvio. Capiremo prima o poi la lezione?

Simone Marchi




ControCultura :: HillarObama


Hillary o Obama. O il ticket con tutti e due, e lui a vice, visto che è più giovane e meno esperto? La spinta verso il ticket è forte, soprattutto perché se vanno avanti a scannarsi fino alla convention dell'estate McCain,il repubblicano, cresce in statura e può vincere,nonostante il sentiment verso L'orribile Bush sia fortissimo negli USA. È arrivato a trovarmi il vecchio amico John Wilcock, fondatore del Village Voice insieme a Norman Mailer, e di innumerevoli giornali under inglesi e americani (ne faremo un libro sull'under mondiale) e mi ha portato l'ultimo numero di the Nation, che è la rivista di una sinistra marxista solida e intelligente. Due cose ne ho cavato: che Obama non vuol fare il vice a Hillary, e non lo farà, e che lui ha conquistato i giovani del dopo 9/11, come lo chiamano loro, nonostante, anzi soprattutto perché parla di nuovo e di speranze, e niente altro dice che non siano banalità, ovvietà (Veltroni, come sapete, lo copia, partendo, l'americano e il nostro, dalla tesi che i giovani sono stupidi nella maggior parte, e presi dal mediatico e basta).

La seconda cosa è che i due democratici hanno votato per 90mila soldati mercenari in più, e il repubblicano ne vuole 150mila, e va dicendo che in Iraq ci si resta anche cent'anni. Non è vero che si scontrno due lobbies, quella dei profitti tecno che sta con i democratici e quella bellicache sta con i repubblicani.Le due si mescolano,e sostengono entrambi,in un abbraccio mortifero che avviluppa gli USA e il mondo,Cina compresa.Più o meno come politica e mafia si intrecciano in Italy,la povera colonia periferica.Alla prossima.

A.Q.

SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Spettacolo elettorale
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: Cose italiane
Bloggers :: Reverie
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no