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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 19 marzo, N° 202, pagina 2

ControPolitica :: Ogni tanto


Capita che anche i grandi giornali, alle volte, facciano informazione, forse è uno sbaglio, forse è per fini elettorali, forse semplicemente qualcuno, ogni tanto, si ricorda quali sono i doveri di un giornalista, ma tant'è che oggi su repubblica.it c'è un bella intervista ad uno degli infermieri penitenziari presenti a Bolzaneto durante i giorni del G8. Marco Poggi è uno dei pochi, pochissimi che ha parlato, ha raccontato i pestaggi, le torture i soprusi subiti dai manifestanti. "Ho visto picchiare con violenza e ripetutamente i detenuti presenti con schiaffi, pugni, calci, testate contro il muro". "Picchiava la polizia di stato ma soprattutto il "gruppo operativo mobile" e il "nucleo traduzioni" della polizia penitenziaria. Ho visto trascinare un detenuto in bagno, da tre o quattro agenti della "penitenziaria". Gli dicevano: "Devi pisciare, vero?". Una volta arrivati nell'androne del bagno, ho sentito che lo sottoponevano a un vero e proprio linciaggio. Quel che ho visto a Bolzaneto in quei giorni non l'avrei mai ritenuto possibile, prima. Alcuni detenuti non capivano come fare le flessioni di routine previste dalla perquisizione di primo ingresso in carcere. Meno capivano e più venivano picchiati a pugni e calci dagli agenti della polizia penitenziaria. Gli ufficiali, i sottufficiali guardavano, ridevano e non intervenivano. Ho visto il medico, vestito con tuta mimetica, anfibi, maglietta blu con stampato


sopra il distintivo degli agenti della polizia penitenziaria, togliere un piercing dal naso di una ragazza che era in quel momento sottoposta a visita medica e intanto le diceva: "Sei una brigatista?"". Ha rotto, non dopo notti di travaglio come lui stesso ammette, l'omertà di quei giorni e, in tutta risposta, ha ricevuto intimidazioni minacce, appassionati consigli di cambiare lavoro. Questa è la nostra bell'Italia dove si celebrano su tv e giornali i trent'anni del rapimento Moro senza ancora sapere, o voler sapere, cosa realmente sia accaduto. Dove i politici parlano di sicurezza, legalità, rispetto e poi non sono in grado di ammettere cosa realmente sia successo durante il G8 e, cosa ancora più grave, di istituire una commissione d'inchiesta su quei fatti. E' acqua passata ci dicono, guardiamoci avanti non indietro e intanto la nostra storia continua ad avanzare su fondamenta d'argilla su buchi neri volutamente lasciati oscuri da chi tira le file. Chi prova con libri, inchieste, articolo a smuovere quell'omertà quell'indifferenza interessata viene subito etichettato come complottista, visionario, idealista. E' triste dover evidenziare la straordinarietà di un articolo che dovrebbe essere la normalità. E' triste provare ammirazione per una persona che, in fin dei conti, ha semplicemente raccontato ciò che ha visto.

Simone Marchi




ControCultura :: Libri Malatempora


Come forse sapete, dal sito o dalle pubblicità sul Manifesto (che non ci pubblica un rigo di recensione da tre anni, loro solo sanno perché) ora abbiamo in libreria MAMMA HO PERSO LA SINISTRA di Fulvio Grimaldi e VELTRONI IL CAVALIERE ROSA di Angelo Quattrocchi. Le librerie dove siamo riusciti ad arrivare,con il nostro distributore, la CDA, non sono molte. Abbiamo il timore che alle Feltrinelli, quando hanno esaurito le poche copie prese, vi diranno che non ce ne sono più, anche se non è vero. L'unico luogo di cui siamo sicuri che facciano rifornimenti, e che quindi trovate i due libri sono le librerie delle stazioni di termini, e Tiburtina, a Roma. A Milano, probabilmente, Utopia, che ci ha sempre seguito bene. In realtà sono gli unici due libri che attaccano, da sinistra, il sinistrese falso e cortese, e finto, che ci ha ammorbato in questi venti anni e più, diciamo dal muro di Berlino. Ed è proprio per questo che su di noi

cala un silenzio totale. È il metodo contemporaneo con il quale la società dello spettacolo offusca e cancella chi critica senza infingimenti il suo pensiero unico. Naturalmente, finché ci siamo, potete ordinare i due libri per e-mail, che, per ora almeno, resta un luogo dove la oppressione del cupo mediatico di regime lascia uno squarcio d'azzurro. Troverete qualche pubblicità sul Manifesto(pr il quale pecunia non olet, nonostante il suo boicottaggio nei nostri confronti) ed anche, per la prima volta, su Liberazione. Insomma chi ha una qualche curiosità per il vero, a noi ci saprà arrivare in questo tempo oscurissimo. Naturalmente potete sempre guardare la TV di regime, e i Baricco del nostro tempo, dei quali son piene le vetrine.

A.Q.




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Spettacolo elettorale
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: La Chiesa no!
Bloggers :: GrigioNero
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no