Ormai è parola da bar sport: Veltrusconi. Eppur non sono uguali per
niente.
Veltroni è un superficiale furbetto, il sinistrese falso e cortese
che, come
diciamo nel nostro libro 'Veltroni il cavaliere rosa' ha predicato bene e
razzolato
male a Roma. È, a farla breve, l' ultimo prodotto di un cattocomunismo
svenato che si traveste da amerikano. Uomo di sorrisi finti e marketing
astuto, che finge di non sapere che viviamo in una società governata dal
capitale mondiale e dal profitto che ci schiaccia. Ma è certo il male
minore.
Perché l'altro, piduista, amico di mafiosi, impresentabile buffone
mediatico, vuole fare il Ponte sullo stretto per dare alla mafia miliardi, vuole fare le
centrali nucleari, vuole dare scuola e sanità a preti e privati, vuole
mettere
in galera per uno spinello con la legge del suo sodale fascista
Fini, quello
del massacro di Genova, ogni giovane dissidente che non s'inchina al suo
credo "produci, consuma, crepa".
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Insomma, Veltroni rifà un po' di democrazia cristiana in salsa
sinistrese
buonista, l'altro ci fa uno stato clericofascista.
Non ce n'è abbastanza per andare a votare, magari arcobaleno, turandosi il
naso, per fermare Berlusconi e i suoi orribili sodali?
Nella prossima puntata proviamo a parlare dell'arcobaleno, di sinistra
critica e di PCDL qualcosa, insomma, quello di Ferrando, che sembra avere il
programma più decente, per lui sinistrissimo, per noi appena di buon
senso.
Poi, per chi usa un poco la ragione, la differenza tra tattica e
strategia, cioè tra voto utile (arcobaleno per arrivare all'8% e
strategia, o se preferite, in questo coso, voto di testimonianza, per le
due
Fazioni (Sinistra critica e Ferrando) che sembrano sapere, oh quale
grande
scoperta, che questo sistema fa schifo.
Angelo Quattrocchi
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