HOME PAGE

Chi siamo
Contatti
Mala-Autori

CATALOGO
Ultime uscite
Controinformazione
Controcultura
Controeconomia
Laica
Lampi
Fact-Fiction
Calcinculo
Erotica
Psichedelia
Classici underground

Ordina
Istruzioni per ordinare

Mailing-List
Per ricevere gratis il Malatempora-Magazine E per essere aggiornata/o

Eventi
I Mala-eventi appuntamenti live col la Malatempora


Links
Gli amici della Malatempora











Magazine 175

Magazine 176

Magazine 177

Magazine 178

Magazine 179

Magazine 180

Magazine 181

Magazine 182

Magazine 183

Magazine 184

Magazine 185

Magazine 186

Magazine 187

Magazine 188

Magazine 189

Magazine 190

Magazine 191

Magazine 192

Magazine 193

Magazine 194

Magazine 195

Magazine 196

Magazine 197

Magazine 198

Magazine 199

Magazine 200

Magazine 201

Magazine 202

Magazine 203





Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 26 marzo, N° 203, pagina 2

ControPolitica :: Ottimismo


Non solo belle notizie dice il Comandante in capo in Iraq Petraeus. Gli attacchi degli ultimi giorni, secondo lo Stato maggiore americano, hanno il chiaro obiettivo di incrinare le certezze americane e di insinuare, nelle rosee prospettive esposte da Petraeus alla Casa Bianca, il dubbio dell'insuccesso. Secondo il Generale americano, nonostante gli oltre quattromila morti Usa e il quasi milione di morti iracheni, la sfida dell'Iraq sta per essere vinta. Nell'intervista di alcuni giorni fa, riportata da tutti gli organi di informazione, Petraeus dosa le parole e i pensieri, non parla mai di guerra, di battaglie o di scontri a fuoco, ma di stabilità, sicurezza indipendenza. Non parla di obiettivi raggiunti o da raggiungere, ma snocciola improbabili ed inutili cifre sul miglioramento dal 2006 al 2007. Meno morti, meno attentati, meno attacchi, dice, come se il 2006 fosse il primo anno di protezione americana in Iraq e non il quarto anno passato in Mesopotamia. Si mostra ottimista sulla relazione che presenterà a Bush, si dice favorevole al rientro dell'Italia nella grande


coalizione di pacificazione e storce il naso quando si parla di ridimensionamento delle truppe. Dice che la svolta è vicina. Non si sa se parli di svolta politica, militare, economica o civile, ma tant'è: la svolta è vicina. Devono averlo ascoltato e letto attentamente le milizie sciite che tra ieri e oggi hanno assediato Bassora e Sadr City facendo oltre 60 morti e 800 feriti, costringendo alla chiusura negozi, uffici e scuole. Costringendo il Premier iracheno ad intimare un cessate il fuoco entro le prossime 72 ore altrimenti... Altrimenti? Cosa può fare il governo iracheno? Ascoltando Petraeus e le sue belle parole, più da politico che da militare per la verità, tutto sembra possibile, tutto in Iraq sembra lì, ad un passo a portata di mano. Petraeus parla di dialogo, di reciprocità di coinvolgimento, tutte belle parole che, però, rimangano tali. Osservando l'impotenza e lo stallo in cui si trovano il governo iracheno e l'esercito americano, la risposta al "cosa può fare" è un semplice e affatto poco ottimista, niente.

Simone Marchi




ControCultura :: Boicottare Pechino?


Ci avevamo pensato, mesi fa, di fare un libro intitolato BOICOTTIAMO PECHINO. Poi ci abbiamo rinunciato, perché era un po' come inseguire una tigre per la coda. Certo, hanno un regime che andrebbe definito 'fascismo rosso' (o verniciato di rosso? Fate voi). Ma una cosa sa chi qualcosa da di quella Cina: sono presuntuosi e razzisti (noi siamo a loro inferiori, perché solo loro sono figli del cielo, e puzziamo per giunta), e il loro razzismo è antico, più radicato del nostro. E hanno paura di perdere la faccia, che per loro è tutto, o quasi.

Quindi, da qui alle Olimpiadi,sarà un vero tormentone per loro, dal Tibet che stanno cercando di inghiottire far sparire alle loro dissidenze interne soffocate nel sangue e nelle galere, tutto verrà a galla di un mediatico che non perdona. Perfino quel tristo bulletto fascista di Sarkozy ha preso al volo l'occasione populista del boicottaggio. Insomma, è più utile andare e strillare che boicottare, forse. I precedenti ci sono, come ben sa chi sa di sport, vero e finto, e della differenza tra i due.

A.Q.




SOMMARIO
pag.1
Spettacolo elettorale :: Veltrusconi
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: A chi tocca...
Bloggers :: Censure
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no