Libri da leggere
Stephen King, per i fan semplicemente 'Il Re', ha pi volte confessato la sua passione per i racconti. Nell'introduzione al suo 'Tutto è fatidico' scrive 'Niente è così appagante come sedersi in poltrona con una tazza di tè e un racconto da leggere', e non a caso il re dell'horror nella sua trentennale carriera ha prodotto diverse raccolte di racconti. A volte ritornano fu la prima di una lunga serie. 20 racconti forse a volte ripetitivi nei temi ma tutti terribilmente terrificanti. Horror puro, da leggere a lume di candela in una notte di tempesta. Se soffrite di vertigini e vi passa per le mani 'Il cornicione', preparatevi a passare un brutto quarto d'ora.
S.M

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Libri da non leggere
Da quando dosi regolari di Prozac e Tavor hanno reso sopportabili conto economico e stato patrimoniale, i responsabili della Sperling & Kupfer passano la giornata alla finestra con specchietto e pinzette, a farsi le sopracciglia e a mandarsi sms su quale altra cagata pubblicare per mandare un po' più a fondo questo Titanic dell'editoria. L'idea geniale viene a due collaboratori che, durante un brainstorming in cui simulano un omicidio (il primo è steso a terra, il secondo disegna la sagoma), propongono di prendere per il culo gli adolescenti, più fragili e disposti a spendere soldi per altro oltre alle prostitute sulla Salaria. Nasce così l'idea di scrivere il diario dei Cesaroni (applausi in sala), la famiglia burina coi fratellastri che trombano fra di loro. Scartato il titolo provvisorio "Puntai alla luna e finii in una fogna", i nostri eroi mandano in stampa Quello che non sai di me. "Questo libro raccoglie tutto ciò che Eva e Marco si sono detti, scritti, sussurrati al di là dello schermo". Ossia niente, dato che Eva e Marco NON ESISTONO!
Per far ricicciare l'entusiasmo, si sono inventati anche il blog (finto), in cui invito tutti a lasciare un messaggio: "ma de che te buchi, a tossico!" (Ctrl+C, Ctrl+V). Ora scusatemi, ma devo assolutamente scrivere una mail a Ridge per dirgli che Brooke lo ama ancora o sarà troppo tardi.
Letizia Rosati
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