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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 2 aprile, N° 205, pagina 2

ControPolitica :: Risiko


Per fortuna c'è W. Per fortuna gli ultimi sussulti del Presidente americano uscente ci fanno dimenticare, per un attimo, la desolazione di questa campagna elettorale fatta di idee vecchie, nomi vecchi, proposte identiche. Per fortuna, dicevamo, c'è Bush. Lui la campagna elettorale non deve farla, i suoi danni gli ha già compiuti, i suoi interessi soddisfatti e i suoi obiettivi raggiunti. Il Texano, quindi, può divertirsi con dichiarazioni scostanti, ripetitive, inutili. Può divertirsi, adesso più che mai, adesso più libero che mai, a trattare il mondo come un suo personalissimo Risiko. Un giorno si parla di Iraq: più truppe, no forse meglio meno truppe, più alleati, no forse è meglio meno alleati ma più fedeli, più pace, no più repressione e così via.. Un giorno ci sono gli Stati canaglia: dialogo? Onu? Sanzioni? guerra preventiva? Ogni giorno una proposta, ogni giorno una nuova strategia per non scontentare, a parole, nessuno. Oggi è toccato all'Afghanistan. Afghanistan che, dalle ultime interviste,


sembrava a un passo dalla liberazione e oggi ripiomba nel pericolo terroristico più nero. Se non fossi sicuro di aver appena comprato il giornale e se non avessi più volte controllato la data in alto a sinistra, questa mattina mi sembrerebbe di aver comprato un giornale datato ottobre/novembre 2001. Dice il comandante a stelle e strisce: "Se non debelleremo i terroristi in Afghanistan, dovremo affrontarli sul nostro territorio. La nostra alleanza deve mantenere la sua determinazione a risolvere e a completare questa battaglia. Chiediamo pertanto alle altre Nazioni appartenenti alla Nato di farsi avanti con forze supplementari. La minaccia terroristica è reale e sconfiggere il nemico rappresenta la nostra priorità assoluta" Quindi, forza con questi carrarmatini blu, i rossi si stanno riorganizzando e Hillary, Obama e Jhon vogliono portarmi via il planisfero. Forza con quei dadi, quelle bandierine, quegli spostamenti, che tra un po' arriva papà e mi fa chiudere il gioco.

Simone Marchi




ControCultura :: Boicottare Pechino?


La partecipazione, nel week -end, ad una non esaltante Fiera del libro a Modena e poi la presentazione, lunedì,del mio VELTRONI: IL CAVALIERE ROSA Mi induce a qualche osservazione, spero non peregrina, sul nostro lavoro di editori di controcultura. A Modena, un signore molto impostato, articolato, e di regime, di nome Filippo La Porta, sul tema della piccola editoria, alla mia osservazione che siamo, noi mille piccoli editori, dei violinisti sul Titanic,mi liquidava con eleganza, trovando la metafora molto bella drammaturgicamente. Quanto vera, a lui poco importava. Con Stalin, Hitler, ed anche Mussolini, la censura era 'a togliere'. Non potevi dire questo e quello, pena eliminazione, galera o come minimo confino,cioè,silenzio. Oggi si tratta di una censura ad aggiungere,a saturare Se dici una verità, o comunque approcci il reale (Vedi il nostro VELTRONI IL CAVALIERE ROSA) sei comunque soffocato

dalle mille mediatiche voci,che marginalizzano la tua.Della TV si sa abbastanza come funziona,nel libro,ultima spes di qualche verità critica,analitica,o almeno sensata,la valanga cartaceea quotidiana,ad aggiungere,soffoca,marginalizza la tua debole voce,per quanto veritiera,sensata essa sia. Se guardate lo strabordare delle carte nelle edicole,e ci aggiungete i giornali ora 'regalati' avete una immagine fisica di quel che succede quotidianamente alla vostra percezione del rale.Abbiamo un Veltroni che ha sgovernato ed imbrogliato a Roma per sette anni,ma nessuno(badate bene,nemmeno la destra berlusconiana) ve lo dice.Che sia questo l'inciucio? Che l'uomo è stato ed è servo dei palazzinari e del Vaticano,e che il prossimo( un Berlusconi revenant!)lo sarà ancor più,quindi.. Quando parliamo di società dello spettacolo,Orwelliana,di questo parliamo,questo diciamo.Per questo facciamo libri che chiamiamo di controcultura,ben sapendo che stiamo sputando controvento. O se preferite,il bimbo che grida,nella favola nota,che il re è nudo. Compito esaltante ed ingrato insieme.

A.Q.




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica ::
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: Magre figure
Bloggers :: Diegozilla
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Recensioni