Cinema
LA BANDA (Bikur Ha-Tizmoret) ***
È possibile parlare di arabi e israeliani, renderli protagonisti
assoluti
dello schermo per un'ora e mezza, senza dover affrontare lo scontro
tra culture
e religioni? Ovviamente si, e questa difficile operazione sembra essere
ben
riuscita al regista israeliano Bikur Ha-Tizmoret, che con il suo La
banda,
mette in primo piano l'umanità degli uni e degli altri: guarda agli
uomini,
prima che ai rivali. Così¬ si parla di amore e imbarazzo, di umanità e
abbandono, di universalità .
IL CACCIATORE DI AQUILONI (Marc Forster) ****
Il Regista Marc Forster (nominato più volte ai Golden Globe), porta
sul grande
schermo il bestseller omonimo, facendo bene il proprio lavoro: le
atmosfere
sono quelle giuste, evocative, eteree, che il lettore attento e
fantasioso avrà
trovato nelle pagine di Hosseini. Una storia di poetica amicizia tra
Amir, un
bimbo di etnia pashtun, e Hassan, il suo piccolo servitore: una
parentesi
positiva in un Afghanistan tormentato come sempre.
COLPO D'OCCHIO (Sergio Rubini) **
Sergio Rubini prende sottobraccio Riccardo Scamarcio, elevandolo a
scultore
talentuoso in lotta con un critico d'arte: lodevole l'intenzione ma
superficiale il risultato. La trama c'è, ma si vede poco, per quanto
la
macchina da presa è impegnata a inquadrare il bel Riccardo.
TUTTA LA VITA DAVANTI (Paolo Virzì) ***
I giovani e il mondo del lavoro, argomento complesso che un buon Paolo
Virzì
affronta mettendo in scena un classico: la laureata alienata nel call
center di
turno. A tratti surreale, a volte grottesco, raramente poetico, un
tentato-
manifesto dei quasi adulti di oggi.
Nino Cellizza
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Libri da non leggere
I contorni della vicenda non sono ancora del tutto chiari, ma pare che un collaboratore della Mondadori, approfittando dell'assenza del capo in vacanza a Bucarest con il telefonino scarico, abbia pensato di presentare in contemporanea (toh!) l'autobiografia di una ragazzetta che fa la pornostar e che ogni due per tre viene scambiata per la Hunziker e quella di sua madre che, abbandonata dal marito, vuole ricominciare a scopare a tutti costi. Quindi la Mondadori ha pubblicato altre due cagate? Io...io non so che dire. Volevo essere Moana della timida Michelle Ferrari - che i più attenti riconosceranno nell''intervista doppia' del primo risultato di Google - e Ho trovato il punto G nel cuore di mamma Alba Latella - che, come la Fenech, fa l'insegnante - saranno ricordati dagli storici come i tentativi più 'penosi' (ah ah!) per essere chiamate a Buona Domenica a fare il salto con l'asta in minigonna e senza mutande. Oltre a scrivere i Monologhi della Vagina, nella vita normale la famigliola del Mulino Bianco gestisce un agriturismo a La Spezia, meta di scolaresche e base ideale per esplorare le Cinque Terre (3 classiche+2 con le tette). "Scrivere è stata una splendida esperienza dalla quale non mi aspetto nulla. Domani a scuola facciamo i numeri e i colori, magari va meglio", ha raccontato Michelle richiudendo il tubetto di Preparazione H.
Letizia Rosati

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