Special elettorale/1 ::
Voto o non voto?
Ci è arrivato persino il povero Valentino Parlato, del Manifesto: non
votare è
come votare Berlusconi. Eppure almeno un mezzo milione, forse un milione
di
senzienti (ciascuno di noi li ha incontrati) continua a dire che non
vota, perché non si sente rappresentato, perché gli fa schifo etc.
L'argomento razionale non li tocca, e allora sarebbe affascinante
domandarsi
il perché di questo 'cupio dissolvi', di questa disperazione che vede
tutte
le vacche nere, nella notte nera e cupa. Fu così negli anni
dell'avvento di Hitler e in altri momenti storici che finirono
malissimo:
la disperazione è cattiva consigliera.
Chi votare? Ma è presto detto. Arcobaleno quale voto tattico, per cercare
di
dare spessore a una socialdemocrazia che tirerà per la giacchetta
l'eventuale disastro Veltrusconiano, cioè il pareggio probabile. (Hanno
qualche persona perbene, tipo Paolo Cento e Smeriglio
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a Roma, ma tutti
ne
conosciamo qualcuno non pessimo). La mia preferenza va a Sinistra Critica ed ancor più al Partito Comunista dei
lavoratori. Sono due ruderi nella landa desolata di macerie che l'utopia
finta ha creato, ma almeno tengono ferma l'idea che questa società, in
cui il
Capitale massacra il lavoro, è ingiusta quanto stupida, immorale quanto
folle.
Quelle poche righe del programma che il Manifesto, saccente come
sempre, ha
dedicato a Ferrando, mi fanno pensare che ha il programma più sensato.
E dico sensato, perché solo lì sta il buon senso. Gli altri stanno
attorno alla criminalità liberista (i peggio? Bersani, Lanzillotta
e naturalemnte Tremonti, se vanno su i Berlusconidi).
A Roma c'è Grillini, gay e laico in una città oscenamente papalina.
Angelo Quattrocchi
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Special elettorale/4 ::
Dulcis in fundo: cosa vogliamo?
Per chi ha letto e legge i nostri libri, che noi chiamiamo di
controcultura,
movimentisti, forse diciamo l'ovvio, ma qui vorremmo, nella occasione di
queste
tristi, truccate elezioni, almeno accennarvi a dove stiamo, e cosa
vogliamo.
Diciamo che per noi anche gli stessi arcobaleno sono dei pasticcioni
(salvo qualche salvabile nome) e Sinistra Critica e Il PCdl sono due
residui
dell'antico, degni e dignitosi, specie il PCdl per via del programma, ma
irrimediabilmente vecchi, sbreccati muretti in un mare di macerie
storiche.
Cosa vorremmo? Cose molto
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semplici (la complicazione e la burocrazia
sono due mostri fascisti, a noi). Il salvataggio e rilancio di tutto il
pubblico, dei
beni comuni, la tassazione del finanziario e il suo
ridimensionamento (vedi i
libri di De Simone), gratuità totale di scuola, sanità, trasporti pubblici
urbani, tassazione progressiva delle case sfitte, severo controllo
pubblico
delle banche e del credito, reddito di cittadinanza di 500 euro
mensili, per
tutti. A noi pare solo buon senso, in un mondo
avido, ingordo, egoista, folle e
fascista. Non so voi.
A.Q.
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SOMMARIO
pag.2
ControPolitica :: Nuovi termini
Cosa succede alla Malatempora
pag.3
Calcinculo :: Boicottare Pechino?
Bloggers :: Don Zauker
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pag.4
Vita da libraia
Recensioni
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Special elettorale/2 ::
Emigrare?
Non è la prima volta che pensiamo, qui alla Malatempora, di emigrare. Già
l'altra volta, alla vittoria di Berlusconi, ci era venuta l'idea, e la
voglia, di andarcene a Parigi, luogo dove gli Italiani hanno sempre
trovato
accoglienza. Ma ora c'è Sarkozy, che è un altro Berlusconi, una specie di
bullo
parafascista che scodinzola a Bush.
Da quando è nata la Malatempora, e sono nove anni, quasi dieci, continuiamo a
dire
che ci dovrebbero pagare per rimanere in Italia, perché è una fatica
mentale, uno stress orribile. Non funziona niente, tra mafie e
caste, avidità
incrociate che cozzano tra di loro, il paese somiglia ad un incrocio
senza
semaforo dove le macchine si sono incagliate, spinte dalla loro stessa
stupida spinta egoista, ed è il caos idiota.
Ma la domanda ovvia è, quanta differenza fa l'essere in una Italia con
Berlusconi, con Veltroni, e con Veltrusconi? Molta, secondo noi, e non
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soltanto
perché le scelte Berlusconiane sono sciagurate,
mentre quelle
Veltroniane
saranno brutte, certo, ma meno tragiche.
Quel che è tragico è il senso totale di impotenza, di frustrazione per
la
miseria morale e materiale del paese che lascia sei milioni di precari
nello
stress e sei milioni di pensionati alla fame, per dare soldi ai ricchi
idioti
e ladri. Il tessuto civile francese tiene ancora benissimo, quello inglese e
tedesco
anche. Noi abbiamo distrutto quel poco di borghesietta che avevamo, e
ridotto
il paese a qualche milione di riccastri orribili (le caste, le mafie) e
il
resto senza dignità, senza speranza, con i genitori che si
svenano
per i figli che non hanno futuro.
Chi può emigra, scappa. Le menti miglior vanno all'estero. I poveri
anche, dove
possono. Se non fosse per la Malatempora, me ne sarei andato da un pezzo.
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Special elettorale/3 ::
Una partita incerta
Fuori dai denti, viviamola come una partita di campionato, che è una
buona
metafora e poi lo sapete, la Malatempora fa anche libri di calcio 'di
sinistra' con la collana del nostro Stefano Marsiglia, quello del libro
su
Zeman e del libro sulla Roma, capocollana del calcio e braccio
destro...
Allora: visto il disastro di Prodi, che giocando in casa si è alienato
tutta
la tifoseria sua, ora la partita Veltroni-Berlusconi, la gioca in casa il
tristo cavaliere azzurro, lo psicoplastico, come l'abbiamo chiamato noi
(nel libro 'Veltroni: il cavaliere rosa', che sta veramente vendendo
molto, visto che dice cose su di lui che nessuno ha avuto il coraggio di
dire).
Allora, Veltroni spera nel pareggio.
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Mentre scriviamo ha trovato un
rigore, su
fallo, di Bossi e dei suoi fucili. Veltroni tira e fa goal, lui cavaliere
rosa, sinistrse falso e cortese, dicendogli che l'Italia deve stare unita.
Una banalità delle sue, ma che funziona se pensate al Bossi bauscia
completamente fuori di testa, e al cavaliere nero che chiede di fare gli
esami per sanità mentale ai pubblici ministeri. Siamo agli ultimi minuti
della partita, saltano tutti gli schemi. Ora, Veltroni ha fatto un goal
di
rigore, ma si tratta di vendere se perdeva a uno a zero, o a due a
zero...
E se è pareggio che succede? Si fanno sei nove mesi di supplementari,e
poi si rivà a votare.
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