Difficile gettare l'occhio oltre i patri confini a meno di cinque giorni dal voto. Difficile non commentare le uscite del cavaliere "Serve test di sanità mentale, giudici infermi di mente continuano ad operare“ o del Senatur Bossi "alle armi se rimangono queste schede elettorali", ma il mondo continua a girare anche in campagna elettorale e da alcune settimane c'è un personaggio che ogni giorno è al centro del dibattito: David Petraeus.
Il Comandante in campo delle forze americane in Iraq parla prima della sua relazione al Congresso Usa, durante la sua relazione al Congresso Usa (ci mancherebbe, direte voi), dopo la sua relazione al Congresso Usa, prima della sua relazione ad una Commissione d'inchiesta, dopo la sua relazione ad una commissione d'inchiesta. Insomma c'è sempre una buona occasione per far parlare il Comandante delle truppe di liberazione. Brutto segno quando a prender spesso la parola sono i militari, ancora più brutto segno quando il militare in questione afferma tutto e il contrario di tutto: "La situazione della sicurezza
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in Iraq è migliore rispetto a settembre, con progressi significativi ma non omogenei. Di conseguenza, gli Stati Uniti dovrebbero continuare il ritiro delle truppe fino a luglio, poi interromperlo per 45 giorni per valutare il quadro.“ E ancora “l'Iran gioca un ruolo "distruttivo" nel Paese perché sostiene le milizie sciite. Recentemente alcuni miliziani sono tornati in attività e questo mette in luce il ruolo distruttivo dell'Iran, che finanzia, addestra, arma e dirige" forze speciali. Esse rappresentano la più grande minaccia a lungo termine per il raggiungimento di un Iraq democratico".
Quindi riassumendo. Le previsioni ottimistiche che lo stesso Petraeus aveva prospettato alcune settimane fa sono scomparse, i miglioramenti praticamente inesistenti, dopo sei anni di occupazione la colpa della mancanza di stabilità è da attribuire all' Iran, altro Paese canaglia, e, utilizzando le parole del Comandante, i progressi fatti sono ancora "reversibili". Dopo la guerra preventiva un altro bellissimo termine da inflazionare: "progressi reversibili".
Simone Marchi
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