Ci pentiamo, caro e amato leader, delle nostre vite dissolute e
proterve
comuniste ci
pentiamo amaramente e da te impetriamo perdono. Da te che ci
governerai con
equilibrio ed arguzia, nel nome del tuo amato popolo, e ci darai le
centrali
nucleari, il
ponte sullo stretto, caccerai centinaia di migliaia di Rom, Rumeni
ed altra
feccia che viene qua a lavorare in nero dodici ore al giorno, come
ti chiede
il tuo ciambellano Bossi, al quale auguriamo lunga vita, toglierai
le tasse a
noi possidenti, manderai in galera dissidenti, manifestanti
spinellofumanti e
tutti gli altri devianti e con il tuo Visir Tremonti, rilancerai
l'economia
come nemmeno tuo tuo grande avo Benito era riuscito, con
l'autarchia,privatizzerai acqua,aria e terra svendendo anche tutti
gli
immobili ai tuoi amici del privato, di profitti ottimi gestori
Noi, un milione di comunisti pentiti, giustamente cacciati dalla
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tua nuova pax Veltrusconica, che inaugura un quinquennio prosperità, promettiamo di non scender in piazza, a farci massacrare come
sarebbe
giusto, dai tuoi poliziotti di Genova, e del tuo anchilosato braccino
destro Fini. E saremo fieri del rispetto dell'Italia nel mondo, grazie a te
e ai tuoi personali amici Putin, Bush, i più grandi. E se ci chiederanno
di andare
a combattere in Afghanistan, per sostenere i signori della guerra
produttori di oppio per la CIA, diremo di si, perché è realpolitik. E non dimentichiamo che tutto questo indefesso tuo piano quinquennale prelude al tuo radioso finale presidenziale. Ma tu, Berlusconi III, sii magnanimo, riammettici al consesso telecratico-mafioso che tu così bene hai gestito: facci fare, di
tanto in tanto, qualche Porta a Porta. Ne verrà maggior tua gloria nei libri di storia.
Angelo Quattrocchi
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