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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 16 aprile, N° 207, pagina 2

ControPolitica :: Aria, Aria!


Aria,aria! Che si scannino, i verdi finti, i rifondaroli fasulli e nepotisti, tutta quella gentucola che ha fatto carrierucole coi partitucoli, finalmente spariti. Che si scannino fra loro, dopo aver frignato i non possumus per un paio d'anni, dopo essersi fatti fottere tutto, mentre i poveracci - cinque o dieci milioni? - vivono con meno di mille euro al mese. Le banche succhiano il sangue e lo chiamano mutuo, mentre Veltroni e Rutelli hanno solo costruito con i palazzinari, per i ricchi. E i giovani (li chiamano giovani, ma vanno dai venti a quaranta e passa) diventano pazzi, isterici, disperati, miserabili con una precarietà finta, in realtà sfruttati da quelle sanguisughe di ditte che lucrano pure sulla loro povertà, e li piazzano di qua e di là come carne da macello. E mentre non c'è più nessuno, nemmeno nelle agenzie della pubblicità di merda, che sarebbe il luogo elegante del regime, che


lavora solo otto ore al giorno. Lavorano tutti dieci ore e più, come nell'Ottocento, e i ragazzi corrono come pazzi per trovare 400 euro al mese per pagarsi un letto e gli studi, perché gli schifosi in questi trenta anni non hanno fatto un campus, con la loro sinistra finta. E tutto questo nel silenzio sostanziale della TV, dei giornali: i cari Repubblica del Corriere che parlano del nulla. E per carità di patria poco diciamo sul Manifesto, dove non vedo più la parola Marx, e dio non voglia, la parola rivoluzione da una generazione almeno, e poi si lamentano e chiedono soldi ai loro quattro amici sinistresi di regime. Che si scannino tra loro, ora che hanno perso lo scranno dal quale predicar bene e razzolar male in una società impoverita, immiserita e incazzata. Quanto profondamente, vedremo.

A.Q.




ControPolitica :: Ripartire dal basso


Beh, tanto per stare allegri, entrano, con Di Pietro, lo sbirro vincitore, due buoni elementi: Pancho Pardi, Fiorentino ex potop dei tempi antichi, e uno sufficientemente e determinatamente movimentista, che si farà, si spera,sntire, sulla TAV e sulla base di Vicenza, le du spine nel fianco del sistema veltronesco. Insieme a lui, udite udite, entra nel Parlamento sordo e cieco dell'inciucio Veltrusconiano il primo deputato nero: Jean Leonard Toudì. Che farà strada, ovviamente, e perché è l'unico nero e perché sarà l'unico a cantarle a quella manica di fascisti e razzisti andati su con la Paranoia della TV che dà dei delinquenti ai milioni di immigrati (sulle badanti tacciono, perché le pagano in nero per curare le loro madri nonne, nonni e zie nelle villettine loro), e li sfrutta come

negri, appunto. Ma più importante è il ripartire dal basso, dalle circoscrizioni, dai comuni, dai luoghi dove è il reale, il rapporto fisico e di agorà che conta, e non la merda mediatica che il frullatore berlusconide ha sparso in tutta Italia, e Bossi in Padania. E lì, in quella specie di democrazia diretta, dal basso, dove nessuno vuole arricchirsi, fare carriere, andare in TV (ma imparate a sputargli in faccia,alle facce da TV,per favore) c'è lo spazio per fare politica vera. L'altra è solo ladrocinio, un teatro dei ricchi, per i ricchi, fatto dai ricchi, e loro sicofanti, nani e ballerine.

A.Q.




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Caro leader...
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
ControPolitica :: Torture
ControPolitica :: Siamo tutti...
pag.4
Calcinculo :: Vaffanculo libero
Bloggers :: Writers Death Race
pag.5
Controcultura:
Vita da libraia
Recensioni