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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 16 aprile, N° 207, pagina 3

ControPolitica :: Torture


Intendiamoci non mi riferisco a quelle che il mio stomaco e il mio cervello stanno subendo da lunedì pomeriggio, con quelle ho una certa confidenza e dovrò comunque abituarmi a convivere. Mi riferisco, invece, alle dichiarazioni passate quasi inosservate a causa del gran vociare pre - elettorale, di Bush sulle torture. Sulle foto di Abu Ghraib lui non c´era. C´era una ragazzina in divisa che teneva al guinzaglio uomini nudi e che per questo è stata condannata. C´erano altri come lei, qualcuno è finito a processo, qualcuno ha perso i gradi. Mele marce, si disse allora, mentre l´inchiesta inesorabilmente mostrava che c´era un filo conduttore nella catena di comando che portava molto più in alto dei militari di leva. E il presidente sapeva, ha sempre saputo. «Cominciammo a studiare che cosa fare per proteggere il popolo americano - ha detto il presidente Usa -. Sapevo che il Consiglio di sicurezza si era incontrato e avevo approvato». Il presidente non partecipò mai in prima persona, ma era informato di tutto. Bush non c´era, come non era ad Abu Ghraib, né a Guantanamo, né nelle carceri segrete della Cia. Ma approvava il modo di fare, gli abusi, le torture asetticamente


classificate sotto la voce «tecniche avanzate di interrogatorio» e dettagliatamente esaminate alla Casa Bianca. Quando venerdì Bush ha candidamente confessato tutto alla Abc, non gli sembrava che la notizia fosse poi così «sbalorditiva». Così come non è sembrata sbalorditiva ai nostri giornalisti, troppi impegnati, alcuni, a preannunciare l'irresistibile rimonta del Walter e, altri, a confermare l'abissale vantaggio di Silvio. Roba vecchia la tortura, le foto hanno fatto notizia? Un tempo certo, non adesso. Chi si ricorda più di Abu Ghraib? A chi interessa? Non importa se Bush ha negato per anni il suo coinvolgimento per poi ammettere, a pochi mesi dal suo abbandono della scena, che sapeva tutto. Il passato non interessa, guardare avanti, guardare avanti. Rimane, per alcuni, la tragica considerazione di come niente ormai sia più capace di indignare, nel nostro mondo al contrario tutto è normale, tutto risulta indifferente. Non ci scandalizziamo per l'ammissione di Bush (Clinton per una bugia su un tradimento coniugale ha rischiato la Presidenza), non ci scandalizziamo per il "Mangano è un eroe" di Berlusconi, così come osserviamo distaccati il trionfo leghista.

Simone Marchi




ControPolitica :: Siamo tutti extraparlamentari


Titola oggi il Manifesto, che a parte il brillante titolista, in tutto questo è più parte del problema che parte della soluzione. Questo cosa? Ma il crollo del sinistrese falso e cortese, che chiude, definitivamente, la stagion della ipocrisia italiana che cominciò con Togliatti. E ci voleva l'ipocrita maximus, quello che nel nostro libro abbiamo chiamato Il cavaliere rosa, raccontando la sua storia intellettuale e politica,un capolavoro di doppiezza e disonestà che lo porta ai palazzinari amici, e alla rovina di Roma, ed ora alla rovina d'Italia. A noi non dispiace che quei quattro dell'autoblu sinistrese, a cominciare dall'intollerabile cartoon che è stato Bertinotti, lascino gli scranni di un potere ormai dedito alla pax Veltrusconiana. Con il cavaliere rosa che fa da centrodestra, e l'altro ducetto psicoplastico che fa da destra intera. L'ironia della storia ha voluto che i sinistresi, dopo aver cercato di cooptare i movimenti, per sputtanarli ora cadon fuori dalla pentola d'oro. Leggete 'Il cavaliere rosa' e capirete perché Roma è una

capitale di merda, inquinata e invivibile, e perché lui, e Rutelli prima, l'hanno conciata così. E ci pare karmico che sia lui a far fuori i sinistresi-soi disant comunisti. I comunisti veri lasciarono quella congrega nel 1956 o al massimo nel 1968, gli altri erano furbastri (o al massimo vestali Rossandiane che sono lì a fare il loro giornalino, saccente e furbinio, che vende 30mila copie come trenta anni or sono). Insomma, se due milioni e mezzo di persone sono andate, in parte alla lega, perché paranoizzate dalle TV Berlusconiane, in parte rimasti a casa, perché 'non si sentivano rappresentati' e in parte a dar il 'voto utule'a Veltroni, bruciando le navi, almeno si è fatta pulizia. Aveva in fondo ragione il duce psicoplastico, che ora farà lo statista, che ha continuato fino a ieri a parlare dei comunisti che non c'erano. Ma la loro ombra bastava. Aria, aria, ora simo al sole, nelle piazze. E il movimento tornerà. O se tornerà.

A.Q.




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Al caro leader...
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
Contropolitica :: Aria, aria!
Contropolitica :: Ripartire...
pag.4
Calcinculo :: Vaffanculo libero
Bloggers :: Writers Death Race

pag.5
Controcultura:
Vita da libraia
Recensioni