L'hanno visto tutti anche quelli che in genere non seguono il calcio (e magari poi guardano con aria sdegnata noi che invece, siamo in fissa). Parliamo del triplo vaffanculo (che fastidio quelli che scrivono 'vaffa') di Totti all'arbitro Rizzoli, reo di averlo ostacolato un attimo prima di battere a rete contro l'Udinese. Diciamolo subito, Totti avrà avuto tutte le ragioni del mondo, ma andava comunque espulso. Però una cosa va detta, a parziale discolpa der capitano: in Italia da qualche anno vige una speciale moratoria riguardo gli
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atteggiamenti dei calciatori nei confronti dell'arbitro. Spinte, vaffanculi, insulti vari sono scene abituali dei rettangoli verdi nostrani, e per ottenere sanzioni disciplinari bisogna veramente darsi da fare, vedi Cassano. Ben altro discorso in Europa, dove al minimo accenno di protesta fuori dalle righe l'arbitro mette mano, giustamente, al cartellino, d'altronde si sa che in campo i principi della democrazia vanno a farsi catafottere. Vogliamo provare a diventare europei, almeno per quanto riguarda l'educazione?
Stefano Marsiglia
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