In una giornata così mesta soccorro il mio umore alla deriva giocando a essere un'altra. Per l'esattezza Mafalda. Ho avuto occasione di dirvi che detesto i fumetti. Lei no, mi piace. Decido che oggi Mafalda fa la libraia. Oggi Mafalda c'est moi.
Entra un cliente: senza parlare, mi chiede un libro indicandone il titolo appuntato su un foglietto. Lo guardo, gli rispondo: “Perché, lei sa leggere?”. Mi arriva un'ombrellata in testa, e mentre il bernoccolo cresce penso che il signore non ha alcun senso dell'umorismo.
Entrano altri clienti, stavolta una coppia. Mi chiedono il libro dei nomi. Lei sorride, si accarezza il pancione. Il libro dei nomi non ce l'ho, dico. Però permettetemi di consigliarvi i nomi da NON scegliere
|
assolutamente: Gaia, Felice, Allegra, Gioia, Fausto. Ché su questa terra il piccolo non avrà niente da ridere. I due atterriti infilano la porta senza proferire verbo. Neanche il tempo di fargli i miei auguri!
Il cliente successivo cerca dei libri su Marte. Ci si vorrebbe trasferire, dice. Dice che i marziani ritengono gli uomini un branco di idioti. Ma allora perché vivere con loro, gli chiedo. Mi sentirò meglio, risponde, a considerare idioti tutti gli uomini, non solo gli italiani.
Di fronte a tanto lucido cinismo, mi arrendo e sospendo il gioco. Poiché non c'è alcun dubbio: Mafalda, c'est lui.
Silvia Ianniello
|