Parliamo, per una volta, di due leaders presuntuosi, articolati e carismatici, ma sostanzialmente cretini. Ne parliamo
perchè sono
i due che hanno rovinato la vita politica italiana: Bertinotti e Veltroni.
Non la faremo lunga. Bertinotti, già nei primi Settanta, fece fuori, con
le sue elucubrazioni tardomarxiste paradannunziane senza capo né
coda, che tanto
vanno bene ai salottini del regime telecratico, il PSIUP. Che era l'ala
radical
della sinistra di allora. Ma non gli è bastato. Anzi.
Fu l'inizio di una carriera al cashemere dove, nella TV che si
ingoffiva,
incanagliva e incupiva sotto l'artiglio berlusconiano lui trovava
il suo spazietto, icona di un mondo in
cui
gli operai facevano paura alla nostra spaventosa ed ignorante
borghesietta che si inverava nello schermo attraverso cui sprofondava giù in
una
ignoranza semianalfabeta, egoista, razzista, sostanzialemnte fascista
tutto il
povero belpaese.
E mentre per 6 milioni di operai e 6 milioni di precarizzati dal
Capitale la vita diventava un inferno, il cretinetto si pavoneggiava nei
salottini. Lui
buttava giù il primo Prodi, non si è mai saputo perché, aprendo la
strada a
Berluconi secondo.Il risultato l'avete visto.
Peccato, noi della Malatempora abbiamo fatto un ritratto intellettuale
di
Fini, una storia nera (merita lettura) ed uno di Veltroni
(è in libreria e vi racconta della sua infingardaggine, della sua furba
insipienza, delle sue menzogne sorridenti, se volete sapere del vostro
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futuro merita lettura), ma non del Bertinotti. Anche su Veltroni, l'eterno perdente che sempre dà la colpa agli altri
delle
sue sconfitte, qui spendiamo due parole, estrema sintesi del libro.
Fu lui che portò Lama all'Università a farsi cacciare, come ricorderanno
i
sessantottini veri (che non girano nei salotti di oggi). Fu lui a
amerikaneggiare, poi a prendere in mano il partito come segretario, e a
portarlo al disastro. Esattamente come oggi ha portato al disastro la
disastrata sinistra, che si è fatta fottere dalla sua ideologia della
non
ideologia. Bruciando quel poco che è rimasto di memoria storica decente
di
lotta contro il Capitale, proprio quando questo maramaldeggia. E' uno
stupidino che non sa scrivere un libro, non capisce un cazzo di
Amerika (la
sua è una amerika finta, alla Sordi), scrive raccontini da pizzini e li
legge
al pubblico per commuovere, e poi dice che non ci sono più Capitale e
Lavoro. Non è che il Capitale stia massacrando il lavoro da venti
anni, no, è
solo un volemose bene che siamo buoni, e votate me. Il risultato l'avete
visto.
Togliersi di torno queste due stupide pesti è conditio sine qua non.
E non dite che queste cose le scriviamo adesso, sono nei nostri libri da
anni. Da anni chiamiamo questo sinistrese falso, finto e cortese
Angelo Quattrocchi
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