La notizia è sulla bocca di tutti, tra comunicati alla Consob e aperture dei tg. George Soros, multimiliardario finanziere statunitense, filosofo, filantropo nonché finanziatore di tutte le rivoluzione colorate e destabilizzatrici dell'ex URSS è interessato all'acquisto della Roma. Prima di affrontare la questione, cominciamo con un antefatto: era il 2004, la Roma, proprio come quest'anno, vedeva sfumare lo scudetto in una corsa impari contro una ricchissima squadra milanese (allora il Milan, oggi l'Inter). In quell'anno la gravissima situazione finanziaria della squadra giallorossa cominciava appena a palesarsi, e dalla Russia arrivavano gli emissari della Nafta Moskva, ricchissima compagnia petrolifera, interessati all'acquisto della maggica. Saltò tutto all'ultimo momento, complice un'incursione a sorpresa della GdF a Trigoria (anni dopo venne fuori che Moggi era molto inciuciato con i vertici della Fiamme Gialle... fummo in pochi a fare due più due). Bene, adesso la storia si ripete: la Roma è la squadra più bella d'Italia, capace di andare ad umiliare il Real Madrid in casa sua ma drammaticamente incapace di concretizzare il suo eccezionale gioco, e
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assolutamente impossibilitata a colmare il gap con chi in Italia e in Europa la precede da anni, vista la drammaticità della sua situazione finanziaria. Dall'estero sono pronti a sbarcare investitori con valigie cariche di dollari, che servirebbero ai Sensi per ripianare i debiti con le banche, alla Roma per rafforzarsi, a Soros e alla sua cricca per costruire un nuovo stadio e recuperare a breve l'investimento multimilionario (si parla di 250 mln di euro). Tutti contenti quindi, nonostante tutto l'establishment pallonaro remi contro, per ovvi motivi (una Roma forte economicamente non la vuole nessuno) e provi a convincere i Sensi a non accettare le allettanti proposte americane, con promesse a dir poco ridicole (Galliani ha promesso per l'anno prossimo Borriello e Gourcouff). Dall'altro lato però il mondo bancario, Capitalia in testa, preme sui Sensi affinché accettino i soldi di Soros per ridurre il debito. In mezzo, come sempre, noi tifosi: la coscienza politica si ribella a un ambiguo speculatore, il cuore dice Sensi – la famiglia che ha riportato a Roma lo scudetto – la fame di vittoria dice YES! Nel frattempo, aspettiamo.
Stefano Marsiglia
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