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Mercoledì
30 aprile, N° 209, pagina 4 |
ControCultura ::
Vita da libraia
Mi sembra impossibile che a uno piaccia tanto il suo lavoro e poi, a un certo punto, non gli piaccia più. Eppure accade. Allora, per capire come e perché, immagino che arrivi il mio capo e dica: da domani ci specializziamo in fumetti.
Sono certa che manifesterei il mio disappunto, che direi “credo sia un errore” oppure “io non sono d'accordo” oppure “'fanculo, brutto idiota, vacci tu a vendere i fumetti”. Qualcosa del genere. Naturalmente la mia opinione conterebbe quanto un pinolo contro una pigna, e la libreria si trasformerebbe in men che non si dica in una mostruosa fumetteria. |
Come mi sentirei allora? Io che Topolino lo userei come cavia per gli esperimenti genetici, che i supereroi li compatisco perché sopportano una vita di stenti e sono pure mortali, gli sfigati. Come mi sentirei?
Disgraziata e infelice, come Dylan Dog se gli morisse Groucho, o Silver Surfer se gli rubassero il surf.
Fortuna che sto solo immaginando l'impossibile. Ma per non trovarmi come quello che tanto amava il suo lavoro, e poi, ad un punto, non più, sarà meglio che m'informi sugli ultimi graphic novel. Non si sa mai, gli venisse in mente di cambiare sceneggiatura, al mio disegnatore.
Silvia Ianniello
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Recensioni ::
Amèlie Nothomb
Amelie Nothomb è pazza, belga, che scrive in francese e che pubblica in
italiano da Voland. È una di quelle follie troppo ordinate per finire
alla
Edgar Allan Poe, ma abbastanza carica di aspirazioni metafisiche
Dda farsi leggere, ed anche ricordare. Che è l'unico criterio che ci
rimane
per accettare o meno un libro, e che usiamo per questa rubrica.
Ricordo bene il suo primo, assolutamente splendido di ironia sul suo
lavoro
in una agenzia di Tokio, una multinazionale dove lei comincia col fare
la
traduttrice e finisce per pulire i cessi. Si chiama 'Amori e
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tremori', due ore
di puro sfizio, divertissment. Poi c'è quello, più pesante, del premio
Nobel
morente, da leggere anche quello (Igiene dell'assassino). L'ultimo è 'Né di Eva né di Adamo',ed è lei che
ritorna
in Giappone molti anni dopo, niente male. Ne ha fatti sedici, forse un po'
troppi. Mi sa che non li leggo tutti, ma sicuramente scrive da
angolazioni
uniche (il motore narrativo?). Da leggere e godere.
A.Q.
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SOMMARIO
pag.1
Contropolitica :: Veltroni vattene
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica :: Dubbi
ControCultura :: È stata dura...
pag.3
Calcinculo :: E adesso?
Bloggers :: Skiribilla
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ControCultura ::
Recensioni
Libri sì
Mille anni che sto qui
La storia di una grande famiglia lucana in cui le matrone la fanno da padrone.
Ci voleva una scrittrice giovane, un editore grande e un premio importante per ricordare a noi italiani che esiste anche la Basilicata. Gli antichi avevano Orazio: noi moderni non siamo così fortunati, ma la Venezia ci va benissimo. La sua penna è agile e non disdegna le contaminazioni del dialetto che le appartiene. Tra realismo ed etnomagia si muovono gli anni del racconto, cento in realtà, ma chiuso il libro vi sembrerà davvero di averne letti mille.
S.I.
Se li conosci, li eviti
Fannulloni, voltagabbana, cambiacasacca, nemici della legalità e della libertà d’informazione, corresponsabili dello scandalo della monnezza in Campania, amici dei ladri e dei Mafiosi, quelli che hanno comparto casa a Roma sottocosto.
Non si tratta nè di furbi delinquentelli nè dei protagonisti di una nuova pellicola drammatica. Sono, ahinoi, molto più realisticamente, i nostri imbellettati e profumati parlamentari, quelli che girano nelle auto blu, tutti in tiro, con toletta perfetta, giacca e cravatta.
Se li conosci, li eviti, è la carta d’identità (correlata di corrispetiva fedina penale) dei nostri politici. Marco Travaglio, insieme a Peter Gomez, firma questo dettagliato dossier (editrice Chiarelettere).
Come sempre senza paura, senza filtri, senza remore.
Se non soffrite di gastrite e/o orticaria nervosa, fatevi un regalo. Leggete queste 500 pagine, tutte (o quasi) di vergogna.
Marta Tamburrelli
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Libri no
Ricordate alle elementari, quando l'unico modo per farsi notare da un bambino era picchiarlo a sangue? Ecco, io vorrei tanto che Pier Francesco Grasselli mi notasse. Passato inosservato ai provini del Grande Fratello nonostante l'incredibile somiglianza con Alfonso Signorini, finalmente nel 2006, quando l'epidemia di colera fa fuori l'odiato Moccia, ottiene i suoi primi successi letterari (Due romanzi. Che ha scritto lui. Libri. Con pagine piene di parole.) e può togliersi la soddisfazione di mettere nel MySpace le foto con Rocco Siffredi, Platinette e Nina Moric. Dopo "L'Ultimo Cuba Libre" (C'è Tony che se l'è fatte tutte. C'è Claudio che frequenta nightclub e bordelli. C'è Jessica che la dà a tutti) e "All'Inferno ci vado in Porsche" (C'è Tony che se le fa tutte. C'è Claudio che tira di coca. C'è Jessica che ci sta con tutti) all'ultima assemblea degli azionisti della Mursia si decide di pubblicare "Ho scaricato miss Italia", affinché riesca laddove "Lo scopone a 10 carte" ha fallito. La storia potete scoprirla guardando l'intervista dell'autore su YouTube, o potete sintonizzare la vostra Tv su un canale col nevischio. La trama è più o meno la stessa.
Letizia Rosati
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Cinema
Non pensarci – Gianni Zanasi ***
Rimini. Un punker mai realizzato e una fabbrica di frutti di frutta a conduzione familiare. Il ritorno del musicista a casa lo mette davanti a un mondo, e ad una serie di facce, che aveva dimenticato, e che non avrebbe voluto rivedere. Sorge una malinconia quasi disperante, che trova il suo apice in un suicidio e un funerale, i quali, grazie ad una buona sceneggiatura, portano comunque un sorriso, seppure paradossale. Sogni infranti, realtà crude e un sogno, la musica, che nella scena finale chiude il cerchio…come andrà a finire?
CINEMA – 21 – Robert Luketic - ***
Tratto da una storia vera, questa pellicola narra di un gruppo di brillanti studenti del MIT di Boston che, con un sistema aritmetico, trovano un modo quasi infallibile di contare le carte del Black Jack, celeberrimo gioco d’azzardo, sbancando così i tavoli verdi di Las Vegas. Preziosa la partecipazione di un sempre grande Kevin Spacey, bravi gli altri attori: un bel film sul gioco, una commedia thriller ben strutturata, e sulla possibilità di fare scacco matto alla mafia dei casinò americani, da sempre roccaforti inespugnabili.
Irrinunciabile per tutti gli appassionati di giochi con le carte. |
Ortone e il mondo dei Chi – Martino, Hayward ****
Un elefante giocherellone che scopre un mondo nuovo, incredibilmente racchiuso in un granello di polvere…una voce fuori campo che interviene ad arricchire l’avventura e lo fa con rime semplici e dirette…una storia d’amicizia e scoperta, un disegno d’animazione bellissimo ed educativo, un “pretesto ideale” per uscire e andare al cinema, e un motivo per portarci volentieri anche i nostri bambini. Stupenda animazione che fa da ossatura ad una trama che rivela poco alla volta una morale esemplare: nessuno è troppo piccolo da non meritare attenzione.
L’Ultima Missione – Olivier Marchal ***
Un poliziesco nel senso classico del termine, impeccabile per la ricchezza della trama e per il senso noir che trasmette. Un poliziotto di Marsiglia in conflitto col proprio capo e con se stesso, alle prese con il ricordo della figlia morta in un incidente e della moglie costretta in un letto d’ospedale…eccessivo e incisivo quanto serve, immancabile per gli amanti del genere.
Nino Cellizza.
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