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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 7 maggio, N° 210, pagina 2

ControPolitica :: Come non parlarne


Poco Iraq e poco Afghanistan questa settimana su giornali, e televisioni. Tanta America, Hilary Obama, Obama Hilary? E tantissima Birmania, travolta distrutta dal ciclone Nargis che ha provocato, dicono, oltre ventimila morti e un numero ancora imprecisato e indefinibile di dispersi. Piange il mondo occidentale come sempre fa in questi casi. Piange e mostra solidarietà, promette sforzi e donazioni. Contributi che, sicuramente, arriveranno che verranno in gran parte dispersi, gestiti dai pochi che controllano e si arricchiscono. Noi ci saremo, però, liberati dei nostri sensi di colpa e vivremo tranquilli e indifferenti fino alla prossima catastrofe. Un po' di Palestina, tanto Israele visto l'imminente Salone del libro e un'enormità di inutili, sterili, faziose polemiche. Tra tutte, però, non può passare inosservata quella dell'ormai moderato e istituzionalizzato Fini. Dal Salotto della destra italiana, Porta a Porta, il nuovo Presidente della Camera ha mostrato la sua vera faccia lanciandosi in un illogico, improbabile, impossibile, paragone tra il pestaggio e la conseguente uccisione del giovane veronese e le contestazioni anti-israele. Il moderato Fini ha dichiarato che sono molto più gravi le contestazioni anti - israele (fino ad oggi il culmine della violenza è stata


qualche bandiera bruciata) che il pestaggio gratuito e l'uccisione di un giovane. Ora, le domande sono due, anzi, sarebbero tre, ma a quella sulle reali intenzioni politiche di Fini mi sono risposto da tempo. Come è possibile paragonare un omicidio ad una forma di dissenso, a una manifestazione di protesta? Manifestazione che, è bene ricordarlo più volte, non ha provocato fino ad adesso feriti, scontri e danni di alcun genere? Fini si è giustificato dicendo che l'omicidio veronese non ha basi ideologiche e quindi è un caso isolato, la manifestazione anti-israele ha solide basi ideologiche e quindi pericolosa e potenzialmente infinita. Accettando il ragionamento del Presidente, mi pongo allora la seconda domanda: se la pericolosità e la gravità di un'azione si misurano con l'ideologia che ne sta alle spalle, allora il problema sicurezza è risolto? Che ideologia risiede dietro allo stupro? E dietro ai furti nelle ville? E dietro agli omicidi? Credo di poter tranquillamente affermare che non ci sia nessuna ideologia. Quindi altro che ronde, espulsioni, mano dura, il problema si risolverà da se, Fini insegna che non essendoci alle spalle basi ideologiche...

Simone Marchi




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Al peggio non c'è mai fine
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: Uno stadio all'ultima moda
Recensione

ControCultura :: L'ansia fa 90


L'ansia di sdoganamento può giocare brutti scherzi. Come quello di portare a segnare un clamoroso autogol come le dichiarazioni di Fini sul linciaggio di Verona, di cui il nostro Simone parla nell'articolo a lato. Che ai più saranno sembrate (oltre che assurde) assolutamente immotivate, d'altronde già anni fa si era cosparso il capo (coperto di kippa) di cenere a Gerusalemme, per abiurare definitivamente le sue radici fascistoidi, che probabilmente pesano ancora molto per il neo-presidente della Camera, molto meno (ahinoi) peri suoi elettori. Lanciato in politica da Almirante, cresciuto nell'MSI di cui ha cancellato anche solo il ricordo con la svolta di Fiuggi, l'abiura a Gerusalemme, l'ultima fusione nel blob burocratomafioso del PDL, ormai l'uomo punta in alto,





visto che dallo scranno di Montecitorio può solo spiccare il salto verso la poltrona di leader del centro-destra. L'uomo infatti è ambizioso, nonché molto pericoloso. Una volta si definì non un postfascista 'ma un fascista nato nel dopoguerra'. Ed è l'animo di un fascista che si nasconde dietro l'immagine rassicurante e la voce impostata. L'animo di chi ha guidato il massacro di Genova e mandato in galera decine di ragazzini (ma non solo) con l'assurda legge sulle droghe, che favorisce chi tira di coca e colpevolizza ai limiti dell'assurdo chi si fa una canna. Solo una delle tante sfaccettature dei prossimi cinque anni di governo.

SM







Fini. Una storia nera
di Stefano Marsiglia