Siamo stati facili profeti, dicendovi che sarebbero cominciate le ronde, e i
pestaggi, ai Rom, ai Rumeni, ai trans e anche ai froci (noi usiamo la parola
froci per riscattarla dalla sua connotazione negativa,e
rivendicarla, ovviamente). È chiaro che chi semina vento, raccoglie tempesta.
Il fango razzista di cui sono piene le TV, oggettivamente razziste e fasciste
nell'approccio al diverso, ora con le spalle coperte da un governo
clerico-fascista, non poteva non tracimare. Non ce l'aspettavamo così
presto, ma i tempi della società dello spettacolo si velocizzano sempre più.
Nelle prossime settimane, per quei trecento senzienti che ci seguono, uscirà
'Controinformazione nella società dello spettacolo', di Simone Marchi, dove
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cerchiamo di fare il punto sul fenomeno che dal 2001 si è vertiginosamente
accelerato. Di fatto, tutto il mediatico e il pubblicitario di supporto
sono ormai le colonne portanti del mondo Orwelliano nel quale viviamo.
E l'Italietta, che tra l'altro non ha nemmeno più uno straccio di
borghesia, perché è tutta poltiglia, non solo è potenzialmente razzista alla
Bossi, ma anche a rischio di secessioni (dette devolution) e guerra civile
strisciante. Anche perché si ritrova in casa un papa oscurantista e una mafia
che controlla mezzo Sud e mezzo parlamento quindi. Tempi cupissimi ci
aspettano ahinoi. Meglio saperlo: capire è un po' prevenire il peggio.
Angelo Quattrocchi
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