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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 21 maggio, N° 212, pagina 2

ControPolitica :: Dove sono i nostri?


Dopo settimane con l'occhio gettato sull'amata patria morente è giunto il momento di tornare a parlare di ciò che accade fuori dai nostri confini. Pochi giorni fa si è conclusa la visita in Afghanistan dell’australiano Philip Alston, inviato speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni sommarie, arbitrarie ed extragiudiziali. Il noto sovversivo Alston ha denunciato il ricorso, da parte delle forze d’occupazione straniere, a “squadroni della morte” composti da “milizie irregolari afgane” per combattere una guerra sporca contro la guerriglia talebana. “Ho raccolto molte testimonianze di violenti raid contro presunti insorti condotti da milizie afgane pesantemente armate agli ordini di militari stranieri”, ha dichiarato Alston a Kabul. “Azioni che spesso si concludono con l’uccisione dei sospetti, senza che nessun esercito o istituzione se ne prenda la responsabilità. Queste unità segrete, chiamate Campaign Forces, pur essendo sottoposte a una regolare catena di comando, operano al di fuori di ogni legge e nella più totale impunità. E’ una situazione assolutamente inaccettabile”. L’inviato speciale dell’Onu ha spiegato che queste milizie operano in tutte le zone ‘calde’ del Paese,


dalle province di Helmand e Kandahar nel sud a quella di Nangarhar nell’est. Perché gli afgani compiono il lavoro sporco per le truppe Usa? Il comandante degli squadroni, mullah Daud risponde senza esitazioni: “Gli americani ci pagano bene, ma non è per quello che lavoriamo per loro: lo facciamo perché sono gli unici che possono salvare questo Paese. Il governo afgano, l’esercito afgano, la polizia, sono tutti corrotti. Pensano solo ai soldi e per farli non esitano ad allearsi con talebani e trafficanti d’oppio. Loro non fanno nulla, mentre noi combattiamo i talebani: i miei centocinquanta uomini ne hanno uccisi e arrestati a decine”. Cosa ne pensano i governatori locali?Il governatore distrettuale di Grishk è altrettanto chiaro: “La gente di qui odia i mercenari di Daud più degli stessi americani. Con la scusa della lotta ai talebani e con le spalle coperte dai loro padroni, questi criminali vanno in giro a uccidere e derubare la gente facendo irruzione nelle case, terrorizzando le persone per farsi dare soldi. Chi non paga viene rapito, portato agli americani e spacciato per talebano, terrorista di Al-Qaeda”. Dove sono i nostri giornalisti?

Simone Marchi




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Ronde e linciaggi
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: Bilanci
Recensioni/1

pag.4
Vita da libraia
Recensioni/2

pag.5
Vita da editore
Cinema


Contropolitica :: L'opposizione di sua maestà


Veltroni è un perdente recidivo. Ogni volta che ha fatto terribili, disastrose cazzate, a cominciare da quella di 30 anni fa quando portò Lama all'Universitò da dove fu cacciato, riesce sempre però a scaricare la colpa sugli altri. È la sua dote migliore, forse l'unica. Quando diventò segretario del PD riuscì a farlo a pezzi (leggere la biografia intellettuale nel VELTRONI IL CAVALIERE ROSA dovrebbe farvi rizzare i capelli in testa ed anche molto spiegarvi del sinistrese falso e cortese all'italiana). E ora ha distrutto quel poco di sinistra che c'era alla sua sinistra





(lui sta più o meno a destra di Attila) e ora fa finta di niente. Senza parere ora comincia a dire che bisogna riparlare con quelli a sinistra, per via di quel che è rimasto nelle regioni-provincie-comuni... Se fossero gente seria, e qualcuno di loro lo è, tipo Ferrero, Cento, e forse anche Vendola, dovrebbero chiedere la sua testa (Bertinotti ormai è scappato dal luogo del delitto) prima di parlare con lui e la sua brutta gente. Che ora tresca per fare il paese di Veltrusconia. Que se vayan todos.

AQ







Fini. Una storia nera
di Stefano Marsiglia