Campionato finito, tempo di bilanci. Cominciamo dalle note positive: lo spettacolo, che quest'anno non è mancato mai, culminando in un finale degno delle migliori penne di Hollywood; mai probabilmente si era verificato un testa-coda come quello dell'ultima giornata, con le stesse due partite ad assegnare salvezza e scudetto. La correttezza e l'impegno vista nelle partite di fine stagione poi, è stata una piacevolissima novità. In passato partite come inter-Siena, Napoli-Milan o Torino-Fiorentina sarebbero state pure e semplici formalità, quest'anno invece sono state partite vere. Passiamo ora agli aspetti negativi: i morti innanzitutto. Due, per il campionato di serie A, entrambi in autogrill, Gabriele
|
Sandri e Matteo Bagnaresi. botte a gogò, stadi chiusi e trasferte vietate. Quanto serva poi, tenere a casa i tifosi ospiti si è visto domenica a Parma, con un asilo devastato dai tifosi dell'Inter 'in festa' e a Catania, dove i romanisti non c'erano ma in compenso c'erano decine di persone attorno la panchina della Roma a 'consigliare' Spalletti su quali soluzioni tattiche adottare. Infine, gli arbitri. Non sono più i tempi di Moggi, infatti tutti – qualcuno più, qualcuno meno – hanno subito 'torti' e 'favori' arbitrali, derivati da una classe arbitrale inadeguata e pasticciona. Un problema grave, in un paese che vive di polemiche.
Stefano Marsiglia
|