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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 18 giugno, N° 216, pagina 3

Calcinculo :: C'ha detto bene


Nel pieno rispetto della tradizione oggi in Italia siamo tutti patrioti, orgogliosi dell'impresa compiuta iersera dalla nazionale e contiamo fiduciosi su un'altra grande vittoria dopo la finale di Berlino di due estati fa, tra gli osanna e gli evviva della stampa nazionale. Pochi però riescono a rileggere la partita di ieri con un minimo di obbiettività. Detto che comunque passare il turno con un girone così era tutt'altro che facile, che ieri si poteva segnare anche qualche gol in più senza rubare nulla e che non ci piace fare i bastian contrari, non riusciamo proprio ad essere entusiasti per un 2-0 ottenuto con un rigore e una punizione deviata e per di più in 11 contro 10 per più di un'ora. Se non altro l'Italia è andata progressivamente


migliorando dopo la figuraccia contro l'Olanda, e Donadoni sembra avere le idee un po' più chiare, anche se il bel gioco è purtroppo solo una chimera. Ora tocca la Spagna, una delle squadre più interessanti dotata di una delle coppie d'attacco più forti in assoluto (Vila-Torres). Il blasone dei campioni del mondo non basta per ottenere i favori del pronostico, ma l'Italia più di una volta è venuta fuori alla grande alla distanza (Spagna '82, USA '94), grazie soprattutto all'esplosione di grandi giocatori (ieri Rossi e Baggio, oggi si spera Toni e/o Cassano). Intanto, teniamo la birra in fresco per domenica.

Stefano Marsiglia





Recensioni/1
Firmino è comunque un sorcio





Ogni qual volta chiudo l’ultima pagina di un bel libro, sento come un tumulto di rabbia, il desiderio che quelle pagine non siano finite, il bisogno cerebrale e fisiologico di passare ancora del tempo con il mio protagonista, sia esso Dorian, frate Guglielmo o Humbert. Bene, un paio di giorni fa, arrivando in fondo al Firmino di Sam Savage, tutto ciò non è successo. La storia di questo ratto che inizia mangiando libri e finisce con il leggerli, non fa presa e appassiona poco: ci sono almeno un paio di buone idee, certo, poco sviluppate e che potevano essere scritte (o tradotte) molto meglio, ma il libro si ferma lì.




Il finale, forse, potrà suscitare la commozione di qualche lettore poco abituato alle opere di grandissimo valore, ma, onestamente, è tra i più prevedibili mai letti. Non dico che sia un libro orrendo o poco piacevole, anzi, scorre bene e non è affatto ostico, però viene istintivo domandarmi: se Firmino ha vinto i maggiori premi letterari per esordienti, quanto dovremo aspettare per avere un autore che oggi, come accadeva più spesso una volta, ci faccia tremare di piacere con poche parole su un foglio bianco?

Nino Cellizza
SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Le parole sono pietre
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Interno/Esterno
ControCultura :: Piccoli editori

pag.4
Vita da libraia
Recensioni/2