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Mercoledì
18 giugno, N° 216, pagina 4 |
ControCultura ::
Vita da libraia
Dopo mesi di mattinate cupe e sampietrini bagnati, un sole estivo si affaccia finalmente sulla strada. In una giornata così stare chiusi in libreria, per quanto poetico possa sembrare, è una vera iattura.
Un uomo si avvicina alla vetrina. Chiuso nel cappotto pesante è una figura troppo invernale e scura, oggi.
“Io i libri che stanno qui li ho già letti tutti, signorina, lo sa?”, dice, e con la mano indica le novità, una ad una.
“Sono impressionata, davvero”, gli rispondo. Intanto immagino la faccia di un entomologo che guarda lo scarafaggio trascinare i suoi escrementi (sarà molto impressionato, per forza) e la imito. |
“Nei week end mi annoio da morire, perché non escono libri, e la domenica non so cosa leggere”, aggiunge.
Ma un cinema, un giro in bici, una partita a bocce? Al limite la santa messa, che è pur sempre un evergreen del settimo giorno.
“E' così fortunata, lei, a stare sempre qui dentro. Posso farle compagnia?”, chiede.
Come no! Che gioia dà, la fortuna, se non è condivisa?
Infatti lui si siede e io mi alzo. E mentre vado a farmi un giro al sole (finalmente!) gli metto in mano “Firmino”, la storia del topo divoratore di libri, convinta, chissà perché, che potrà apprezzarla.
Silvia Ianniello
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SOMMARIO
pag.1
Contropolitica :: Le parole sono pietre
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica :: Interno/Esterno
ControCultura :: Piccoli editori
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pag.3
Calcinculo :: C'ha detto bene
Recensioni/1
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ControCultura ::
Recensioni/2
Lo Spazio bianco, Valeria Parrella, Einaudi, €14,80.
Maria partorisce Irene con tre mesi d'anticipo. Irene non è nata, non è morta: rappresenta una categoria di esistenza che Maria non conosce e che tenta di definire nel corso di tutto il romanzo.
Già mentre leggevo Mosca più Balena e Per Grazia Ricevuta, le raccolte di racconti uscite anni fa con Minimum Fax, non capivo cosa mi piacesse esattamente della Parrella. Lo capisco ora: quando scrive sembra che parli. Chi la legge non deve immaginare nulla: deve solo ascoltarla. Fatelo dunque, se ne avete voglia, e godetevi finalmente un po' di sana oralità, nel bel paese in cui tutti pretendono di nascere scrittori.
S.I.
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Oh scusa dormivi, Jane Birkin, Barbes, €14,00.
Jane Birkin, la femme fatale di “ Je t’aime..moi non plus” la bella canzone di Serge Gainsbourg , e attrice di “BlowUp” di Antonioni, esordisce ora come scrittrice.
Un uomo e una donna, un letto a due piazze, un abat-jour e tante parole. Un dialogo lunghissimo che inizia la sera e finisce all’alba del giorno dopo. In una notte la fine di un amore.
Il testo nasce per il teatro, discorso diretto alternato da brevissime note didascaliche, godibilissimo, divertente, straziante, passionalmente razionale.
L’immedesimazione del lettore è totale e avvolgente, soprattutto se al lettore in questione è scivolato dalle mani un grande amore.
Marta Tamburrelli
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