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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 25 giugno, N° 217, pagina 4

ControCultura :: Vita da libraia


Poiché sto leggendo un romanzo che trovo esaltante (Fruttero&Lucentini, A che punto è la notte) e man mano che mi avvicino alla fine (soffrendo, rimandando) mi convinco che nulla di più valido sia mai stato scritto né sarà scritto mai, entro in libreria più per inerzia che per reale interesse. Ci entro perché non è la mia, perché c'è l'aria condizionata, insomma perché ha tutti i presupposti per farmi sentire una libraia libera nel suo pomeriggio libero. D'un tratto sorprendo una giovane coppia in pieno conflitto intellettuale: “Non dico che non mi piace la scrittura femminile, dico che spacca il mercato. Non è una letteratura che parla a tutti!”, dice lui. “E' agghiacciante, ancora l'universale neutro

maschile come unico punto di vista possibile!”, dice lei. Oh no, il purista e la femminista, dico io. Mi allontano da loro, perché le conversazioni colte mi spaccano i cosiddetti più di quanto la scrittura di genere abbia mai spaccato il mercato dalla seconda industrializzazione a oggi. Poco dopo i giovani, rappacificati e muti, escono a mani vuote. Fortuna che ci pensa da solo, il mercato – così poco universale, così noiosamente neutro – a mettere tutti d'accordo. Sul fatto che è meglio non comprare nulla.

Silvia Ianniello




SOMMARIO
pag.1
Contropolitica :: Tra trent'anni
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Caro petrolio
ControCultura :: Morire a 3 euro


pag.3
Calcinculo :: Perché abbiamo perso...
Recensioni/1

ControCultura :: Recensioni/2


Libri sì
Cronache birmane è il terzo libro a fumetti di Guy Delisle. Come nei precedenti (Shenzen e Pyongang). Dopo Cina e Corea del nord ora tocca alla Birmania passare sotto le matite del simpatico fumettaro canadese. L'impianto è leggermente diverso dal solito (Guy è in Birmania al seguito della moglie e ha un bimbo piccolo da accudire) ma la differenza si vede poco. Se non avete letto nulla di suo, buttatevi su Pyongang.

S.M.





Libri no
Pubblicare cagate è il nuovo segno distintivo del lusso italiano. Una volta uno si comprava la Ferrari, oggi manda in stampa la prima risma di fogli usati che gli capita sotto mano. Che poi, cagate rispetto a cosa? Rispetto a La versione di Barney, vabbè, ma io mica posso leggermi 500 pagine ogni volta che vado al bagno. È che abbiamo le aspettative troppo alte. Per esempio, rispetto ai libri albanesi, quelli della Mondadori sono bellissimi. Pare infatti che il Governo, per far fronte al sovraffollamento, voglia mandare nei CPT di Lampedusa Elena & Daniele, i finti autori de I liceali. Diario della II A (sono arrivati negli uffici della casa editrice con le lastre, hanno detto "Fatece lavorà"), che avranno il compito di dissuadere gli ospiti dal rimanere in Italia con la lettura delle loro simpatiche avventure scolastiche: presidi che se la fanno con le insegnanti, studenti che girano filmini porno col telefonino e li mandano a tutta la scuola, professori che si passano le canne in gita, ragazzi che durante l'interrogazione di italiano rappano "a scuola vado una chiavica, c'ho tre a latino e quattro scarso in matematica, è che tutto il giorno penso sempre a lei, almeno oggi professo' me metta sei", bidelli che zzzzzzzzz…eh? Cosa? Scusate, mi ero appisolata.

Letizia Rosati