Memorabile serata, ci ha dato piazza Navona, come ce la diede decenni or sono
per l'aborto libero, e poi ancora per le donne che si riprendevano la
notte... Questa è stata la serata di Camilleri, splendido poeta 'incivile'
(ma incivili sono il giorno dopo i giornali che non hanno il coraggio di
pubblicare un rigo delle sue splendide poesie su Berlusconi). È stata la serata di un ottimo Flores D'arcais, che dovrebbe essere il vero leader
diuna decente opposizione, per la lucidità della argomentazione contro
le 'leggi canaglia' del tirannello. È stata la serata di un Travaglio
splendido nell'ironia che travalica fino al sarcasmo, e sulle bestialità del
cavaliere che ne fa una più grossa dell'altra, e sulla insipienza dei suo
non esistenti oppositori, ectoplasmi e fantasmi da spazzar via, a cominciare
ovviamente da quel Veltroni (vedi il nostro libro sulla sua storia
intellettuale) che peggiora ad ogni giro di boa. È stata la serata, non
eccelsa, della Guzzanti di ritorno dal Messico, che però alza un acuto che
sarà il grido della serata 'la Carfagna l'ha fatta ministro perché gli ha
succhiato l'uccello' dirà nel mezzo dell'infuocato discorso, rompendo almeno
un paio di tabù italiani e l'ipocrisia di giornali e TV (ignobili come
sempre, più di sempre nei commenti e nella distorsione
|
|
sistematica).
Il solito, non cattivo discorso di Di Pietro sulla ingiustizia della nostra
giustizia e sull'imbarbarimento del nostro parlamento, stanco e roco Grillo che però graffia qui e là, anche se in debito di fiato-pensiero.
Una serata che è segno di resistenza, forse forte abbastanza da fare da
crinale e aprire una nuova fase, sicuramente una serata-grido di dolore, di
indignazione, di rabbia e schifo per il palazzo tutto, certo anche
l'infingardo Veltroni e il tristo sor tentenna Napolitano,che tiene cordone
a Quest'accoppiata di mascalzoni finto contrapposti...
Eravamo con il banchetto Malatempora (unici a vendere libri, chissà come mai).
Silvia, quella delle riflessioni settimanali della libraia, in questo mag, risistemava i libri con dolce sollecitudine, il ventenne Michele sentiva
forse per la prima volta gli accenti di una piazza che grida al re nudo, che
urla la sua verità, che fa la storia vera. Quella che cambia la testa della
gente. Cosa arriverà ai 18 milioni di Berlusconidi?
Non potrà non quagliarsi, a questo punto, attorno al Di Pietro sbirro
contadino, una resistenza e politica e morale, di cui seguiremo (per voi)
le prossime mosse, piazze, grida.
Angelo Quattrocchi
|