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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 9 luglio, N° 219, pagina 2

ControPolitica :: Cercasi nuova colizione del bene


Niente data per il ritiro delle truppe, niente accordo con gli Usa.Alza la voce il governo di Baghdad, e lo fa per bocca del suo consigliere per la sicurezza nazionale, Mowaffaq al Rubai’e, sciita e molto vicino al Grande Ayatollah al Sistani, il leader religioso più influente fra gli sciiti iracheni. E’ proprio dalla città santa di Najaf, dove si era recato a conferire con Sistani, che oggi al Rubai’e ha parlato senza mezzi termini, dicendo: “Non accetteremo alcun memorandum d’intesa se non darà una data specifica per un ritiro completo delle forze straniere”. Il premier iracheno, Nuri al Maliki, dagli Emirati Arabi Uniti, dove si trova in visita ufficiale, ieri aveva parlato di un memorandum d’intesa che stabilisse il ritiro delle forze straniere dall’Iraq o un calendario per il loro ritiro, nell’ambito dei negoziati in corso da marzo fra Washington e Baghdad per arrivare alla firma di un accordo a lungo termine. Negoziati che sono chiaramente in fase di stallo, tanto da avere spinto entrambe le parti a considerare alternative diverse dallo Status of Forces Agreement (SOFA) - l’accordo sullo stato delle forze che dovrebbe regolare la presenza militare statunitense in Iraq dopo il 31 dicembre – quando scadrà il mandato Onu, ma sulla cui firma ormai praticamente


nessuno si fa più illusioni. Ieri, dopo le dichiarazioni di Maliki, la Casa Bianca aveva smentito che i negoziati in corso avessero l’obiettivo di fissare una data per il ritiro delle forze Usa dall’Iraq. Ulteriori complicazioni arrivano dal Parlamento iracheno, nel caso in cui l’obiettivo di Maliki fosse quello di aggirarne l’autorità, ricorrendo a un memorandum di intesa, invece che a un accordo formale con gli Stati Uniti. Khalid al-Attiya, uno dei due vice presidenti, oggi ha sottolineato che "Non c’è dubbio che se le due parti raggiungeranno un accordo, questo sarà un accordo fra due Paesi, e, secondo la Costituzione irachena, un accordo nazionale deve essere accettato dal Parlamento a maggioranza di due terzi", ha detto Attiya, che è uno sciita indipendente, alla Reuters. L’immunità che colloca le truppe Usa completamente al di fuori della giurisdizione e della legge irachena”, ha aggiunto, “non credo che su questo il Parlamento sarà d’accordo”. Insomma palese è il gioco straniero sull'Iraq, giogo che impedisce sviluppo, democrazia, libertà, autodeterminazione. Urge la formazione di una nuova coalizione del bene che liberi l'Iraq dall'oppressione della prima coalizione del bene.

Simone Marchi




SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Piazza Navona
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: Mercato a due facce
ControCultura :: Una bottiglia nel mare

pag.4
Vita da libraia
Recensioni


ControCultura :: La mattina dopo


Non vedo le messe nere dei TG serali (la TV non ce l'ho nemmeno in casa, vi invito a fare altrettanto per guadagnare migliaia di ore della vostra vita che quel box vi ruba), quindi vi dirò solo dei giornali che ho visto il mattino. Repubblica è ignobile, il notista Ceccarelli (quello che nel mio libro su Veltroni avevo nominato il buon cronista, e lo era in molte cose e nelle descrizioni puntuali) qui si comporta da schifo. Non dice che la Guzzanti ha detto verità sottaciute, che Travaglio ha detto con sarcarsmo verità ignorate, che lo stesso Grillo ha detto cose reali, e nei confronti del tirannello, e del suo finto rivale Veltroni e anche del sor tentenna Napolitano, non dice che la passione civile delle 'poesie incivili' di Camilleri lo mettono in quell'alto territorio dove politica, morale e





letteratura si aggrumano, come fu per Pasolini e per Fortini al loro tempo,e come oggi è solo per il vecchio scrittore, e forse anche un poco per l'elegante Tabucchi. No, si limita a dire che sono 'fuori dalle righe' e che non sono 'politically correct'. Mi sono rifiutato di comprare il FOGLIO e il GIORNALE e forse avrei dovuto, almeno per commentarveli, la curiosità l'avevo. Poco vi dirò sul blando e scipito corsivo di prima del Manifesto (Andrea Fantozzi), e nulla sulla cronaca di tal Daniela Prezioni, che di prezioso ci regala solo la sua paranoia che i vip organizzatori hanno nei confronti degli acuti dei Travaglio, Camilleri, Guzzanti,che vanno oltre agli assunti.

AQ









Fini. Una storia nera
di Stefano Marsiglia