A noi alternativi, o movimentisti se volete, non è mai piaciuta la dicotomia
Lavoro/vacanze, perché significa, in buona sostanza, lavoro coatto e vacanze
sfogatorie. Che sarebbero, oggi, le due settimane cartolina, o il viaggio
avventuroso (?) con macchine, camper etc. o le 'Avventure nel mondo',tutte
fughe dal reale coatto, per poi ad esso tornare. Certo, che altro fare?
Il pass rail è da molto ormai il modo più facile, ed anche divertente
per girare una Europa sempre più uguale perché dominata dalle banche
e da una fregola leguleia efficientista che riduce tutto agli squallori
di un McDonald's senza scampo.
Eppure, la fuga verso i luoghi che vivono ancora tempi e modi diversi di
vivere (dall'Argarve portoghese alle più sperdute isole greche) è ancora
possibile. E questo per l'Europa, poi ci sono molti altri mondi che
tutti noi, hippies e viaggiatori, abbiamo scoperto e frequentato nei decenni
del secolo scorso. Abbiamo pubblicato, anni fa, un libro che meritava più
attenzione di quella che ha avuto:
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NOMADI E VIAGGIATORI IN FUGA
DALL'OCCIDENTE, di un viaggiatore nostro che partì da Roma nel 72, ventenne non tornò praticamente più. E seguì, come segue il libro, le rotte del viaggio
vero (quello che non sai dove dormirai domani) nei luoghi dove l'Occidente
grigio ha cercato il colore. Che furono Goa in India, poi Bali ed altri
orienti, e poi alcune enclave sudmericane (oggi il Venezuela di Chavez? Vedi
il nostro libro su Chavez ). Poi c'è chi va nelle comuni d'Italia e del
mondo (anche qui, vedi il nostro Comuni Comunità Ecovillaggi in Italia e nel
mondo). Insomma che la 'vacanza' non sia l'interfaccia del 'lavoro'.
Che poi siate sotto un albero frondoso o in qualche villaggio sperduto
d'Italia o del Vietnam a leggervi Shakespeare o una graphic novel, che vi
ritemperiate come è necessario dalla stress di un vivere Berlusconide
Ed idiota come quello italico standard, è quel che vi auguriamo. Buon trip.
Angelo Quattrocchi
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