Pochi davvero, e nel mediatico e al bar, sembrano avere afferrato per intero
l'importanza mondiale della sua vittoria. E' come quando guardi il dito, e non
la luna. A parte quel che lui farà, ed ovviamente a parte l'altro dato della
Liberazione da quel delinquente di Bush, siamo entrati in un'altra
dimensione.
La metafora che più ci piace è quella del vento che cambia di Bob Dylan. Dopo otto anni governati dalla paranoia indotta da un talebano idiota
che gridava slogan rettprici per decerebrati (ma cosa vuol dire lotta al
terrorismo detto dal terrorista capo che sgancia bombe sui civili Afghani e
li butta così nelle braccia dei talebani?) siamo passati alla rettorica della
speranza, il rovescio karmico che doveva, non poteva non arrivare dopo gli
otto anni
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passati. Ed anche i trenta che hanno fatto un mondo che ruba ai poveri per dare ai ricchi, in mille forme subdole quanto bieche cui danno il
nome di economia finanziaria etc. Lo tsunami finanziario è arrivato sull'onda
dell'Obama speranzoso, e non può essere un caso.
Le date future sono il tre Aprile, quando toccherà a lui mettere insieme i
cosidetti grandi del mondo per uscirne con decisione Keynesiane
almeno, insomma,decenti, se non qualcosa di più. E poi a Luglio, nella puntata
successiva quando, proprio per salvarci da una recessione evitabile, potrebbe
cercare un ordine mondiale economico che non si basi sulla rapina dei poveri.
Angelo Quattrocchi
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