ControPolitica ::
Da Sky al PD
Alcuni giorni fa, sfogliando il giornale mi imbatto nel testo completo dello spot di Sky contro il provvedimento che raddoppia le tasse sulla pay tv, che testualmente afferma:
"In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacitá di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese. Il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio delle tasse sul vosto abbonamento a Sky che va dal 10 al 20%. Un aumento delle tasse per 4 milioni e 600 mila famiglie. Questo, anche se durante la scorsa campagna elettorale il governo aveva promesso di non aumentare le tasse alle famiglie italiane. Dal 2003 Sky ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell'intero settore televisivo, senza utilizzare sussidi da parte del governo creando migliaia di nuovi posti di lavoro ma soprattutto offrendo a tutti gli italiani la possibilitá di scegliere i programmi televisivi che preferiscono in piena libertá. Se il Parlamento non lo bloccherà questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento Sky entrerá in vigore il prossimo 1 gennaio. Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a: segreteria.presidente@governo.it. Per dire al governo la vostra opinione".
|
|
Devo ammettere che la prima reazione è stata quella, irrazionale, di una strana euforia. Insomma, mi sono detto, quelli di Sky hanno spiattellato in faccia al governo la verità, hanno fatto capire agli italiani tv dipendenti che ci sono tanti modi per alzare le tasse e che, in fondo, il bilancio di uno stato è come quello di un'azienda: se da qualche parte togli, da qualche altra dovrai prendere. Poi riflettendo, mi son detto che in un periodo di crisi o più in generale in una politica economica equa, solitamente si tende a tassare i beni di lusso, i beni superflui o comunque non necessari e, francamente, per quanto l'anticipo e il posticipo di serie A goduti dal divano di casa siano veri piaceri, non considero sky un bene di prima necessità e che, forse, non è la puttanata più colossale che abbia fatto Tremonti o chi per lui. Di contro c'è sempre quello strano tarlo che mi fa pensare che il nostro Premier detiene anche tre televisioni e che aumentare le tasse agli abbonati del maggior concorrente, forse non è politica economica ma legge ad personam e che quindi più che sky dovrebbe parlarne l'opposizione che, ogni giorno ne ho la conferma, in questo paese non esiste più.
Simone Marchi
|
|
ControCultura ::
Fiere vs Dimostrazioni
Ormai i nostri lettori sanno che non andiamo alla Fiera del Piu' Libri più
Liberi di Roma come non andiamo alla Fiera di Torino, e forse nemmeno alle
altre più piccole. Preferiamo concentrarci sui banchetti delle dimostrazioni
e sull'onda delle facoltà occupate. Consideriamo le Fiere del Libro alla
stregua della Mc'Donald's (sulla quale abbiamo fatto un libro che vi
invitiamo a leggere), cioè luoghi della esaltazione del libro merce, del libro
Massificato e magnificato dalla filiera TV, grandi giornali e riviste, e
grande pubblicità. Cioè libri coatti, politically correct e/o consolatori, per
lo più.
Preferiamo, come avviene oggi alla facoltà di
|
filosofia occupata a Roma,partecipare a piccoli incontri intensi e motivati (in quello di oggi
Presentiamo Lady Caligola di Lasse Braun e parliamo di situazionismo con
Ghezzi) nei luoghi occupati, liberi o semplicemente dove la partecipazione
crea situazioni meno oppressive. Insomma, dove vale davvero la pena di
andare, lì ci trovate,prima o poi, se ci cercate. Ed ora, se guardate in home
page vedret che abbiamo fatto un altro piccolo importante passo, aprendo le
porte a chi ci vuole incontrare, e prendere i nostri libri a metà prezzo.
Altro che Fiere!
A.Q.
|
SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Come ormai...
Cosa succede alla Malatempora
pag.3
Calcinculo :: Una domenica di calcio inglese
Recensioni
|
|
|