HOME PAGE

Chi siamo
Contatti
Mala-Autori

CATALOGO
Ultime uscite
Controinformazione
Controcultura
Controeconomia
Laica
Lampi
Fact-Fiction
Calcinculo
Erotica
Psichedelia
Classici underground

Ordina
Istruzioni per ordinare

Mailing-List
Per ricevere gratis il Malatempora-Magazine E per essere aggiornata/o

Eventi
I Mala-eventi appuntamenti live col la Malatempora


Links
Gli amici della Malatempora











Magazine 175

Magazine 176

Magazine 177

Magazine 178

Magazine 179

Magazine 180

Magazine 181

Magazine 182

Magazine 183

Magazine 184

Magazine 185

Magazine 186

Magazine 187

Magazine 188

Magazine 189

Magazine 190

Magazine 191

Magazine 192

Magazine 193

Magazine 194

Magazine 195

Magazine 196

Magazine 197

Magazine 198

Magazine 199

Magazine 200

Magazine 201

Magazine 202

Magazine 203

Magazine 204

Magazine 205

Magazine 206

Magazine 207

Magazine 208

Magazine 209

Magazine 210

Magazine 211

Magazine 212

Magazine 213

Magazine 214

Magazine 215

Magazine 216

Magazine 217

Magazine 218

Magazine 219

Magazine 220

Magazine 221

Magazine 222

Magazine 223

Magazine 224

Magazine 225

Magazine 226

Magazine 227

Magazine 228

Magazine 229





Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 10 dicembre, N° 230, pagina 2

ControPolitica :: Un po' di ottimismo


Ci stiamo avvicinando a Natale e le feste, si sa, ci rendono più buoni. Sarà uno dei Natali più miseri degli ultimi vent'anni, ma il nostro Premier continua a ostentare fiducia e ottimismo, anzi accusa il popolino disfattista e rassegnato, che però non riesce ad arrivare a fine mese, di essere esso stesso, con le sue paure e il suo pessimismo, causa e motore della crisi. Voglio dar per una volta retta al folletto di Arcore (il clima natalizio mi impone di non chiamarlo nanenetto) e riportare una buona notizia in mezzo all'Oceano delle cattive. Cinque degli agenti di sicurezza della Blackwater Worldwide, accusati nell ambito della sparatoria che uccise 17 iracheni nel settembre 2007 a Baghdad, si sono consegnati alcuni giorni fa ad una corte federale nello Utah andando così incontro al processo per la strage in cui sono rimaste coinvolte l'anno scorso. Nel settembre 2007 le guardie della Blackwater uccisero 17 persone a Baghdad, sollevando l'attenzione dell'opinione pubblica americana perchè gli uomini aprirono il fuoco senza essere provocati. Tra i morti civili c'erano anche dei bambini. I 5 dovranno affrontare l'accusa di omicidio colposo.


Blackwater Worldwide, che ha il più grande appalto privato per la difesa americana in Iraq, ha sempre sostenuto che i suoi agenti erano stati provocati da dei ribelli. La società ha svolto un ruolo decisivo nel conflitto iracheno dove è presente sin dal 2003, quando ricevette un appalto da 21 milioni di dollari per l'ingaggio delle proprie guardie da parte del governo americano. Attualmente in Iraq si stima che siano presenti tra i 30.000 ed i 40.000 uomini della società. Riuscirà, per una volta a trionfare la giustizia? Nell'ottimismo che pervade il nostro mercoledì mattina, vogliamo sperare di sì, anche se gli avvocati dei 5 si stanno già muovendo per condizionare l'esito del processo. La corte competente a giudicare dovrebbe essere quella di Washington, ma i militari si sono consegnati a una Corte federale dello Utah alla quale potrebbero essere trasferite le competenze per il giudizio. La difesa confida nel contributo della giuria popolare, storicamente più conservatrice in Utah rispetto a quella della città della Casa Bianca.

Simone Marchi

ControCultura :: Scoppi il motore a scoppio!


È il titolo di un libro che non facemmo mai (allora avevamo Fallo! Editrice, non Malatempora) nonostante molto ci credessimo. Sarà stato trenta anni or sono che a Villa Borghese fecero una specie di esposizione di macchine elettriche, diverse marche, ed anche motorini elettrici.Provai i motorini, che andavano benissimo. Sapete qual'era, allora, il limite, che per me era una virtù, di quelle macchine elettriche? Non avevano che un acceleratore e un freno, niente marce, potevano andare diciamo a cento all'ora, ma non avevano lo scatto, la potenza,la velocità che ci (vi, io non guido) hanno convinto ad accettare in nome di una modernità assassina (mille morti all'anno, centomila feriti). Insomma, si poteva mollare il motore a





scoppio, e la benzina, e tutto quel che ne è conseguito, dal deturpamento orrendo delle nostre città e borghi all'inquinamento folle, alle guerre per il petrolio... Chi ci ha costretto a ciò? Il Capitale, petrolieri e costruttori di auto che non hanno mai voluto cambiare una produzione che li faceva vincenti e potenti... quanto tempo perso, quanta energia sprecata, quanta bellezza deturpata, quanta vita immiserita! Scoppi, scoppi almeno ora, e per sempre, il motore a scoppio!


A.Q.





SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Che da un male venga un bene?
Cosa succede alla Malatempora