Che bello vivere nel cuore pulsante dell'economia italiana, che bello non vedere l'ombra di un raggio di sole per almeno 6 mesi all'anno, che bello abbandonarsi alla nebbia e che piacere farsi travolgere dai frenetici ritmi del capoluogo lombardo. Ma, soprattutto, che bello vivere in una provincia che da oggi, avrà uno sportello fondamentale per la vita dei cittadini. Nel comune di Turate, voi vi chiedete dove cazzo sia e io vi rispondo che in realtà so solo che è in provincia di Milano, ogni giovedì sarà aperto per due ore un ufficio per denunciare i clandestini. Clandestini che, capiamoci, sono la vera e forse unica piaga di questa Italia che va a gonfie vele. Dell'Italia che non è in crisi, ma solo pessimista (sic Premier), che è stata finalmente liberata dai comunisti che utilizzavano i rubli sporchi di sangue dell'Unione Sovietica (sic Berlusconi), che vede vertiginosamente cadere gli iscritti all'Università e rischia di piombare in fondo alle classifiche europee per rapporto tra cittadini e laureati.
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Evitando inutili e fastidiose divagazioni, torniamo all'ufficio clandestini che, accetta segnalazioni, anche anonime, di tutti i turatesi che sospettano di avere come vicino di casa un irregolare. Non un inquilino abusivo tout court, ma proprio un extracomunitario senza permesso di soggiorno.
L'iniziativa, recita l'avviso, è nata "per accrescere la sicurezza urbana, contrastare la permanenza di stranieri irregolari sul territorio e verificare il rispetto della legalità". Si accettano segnalazioni, firmate o "in forma riservata".
E a chi accusa il sindaco di razzismo, questi prontamente risponde:
Ho una piccola industria tessile, due dei miei dipendenti sono albanesi, bravissime persone. Cittadini comunitari, ma sempre stranieri».
Quando si parla di nord proiettato verso il futuro, l'innovazione e il progresso.
Simone Marchi
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