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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 4 febbraio, N° 237, pagina 2

ControPolitica :: Amo Milano


Che bello vivere nel cuore pulsante dell'economia italiana, che bello non vedere l'ombra di un raggio di sole per almeno 6 mesi all'anno, che bello abbandonarsi alla nebbia e che piacere farsi travolgere dai frenetici ritmi del capoluogo lombardo. Ma, soprattutto, che bello vivere in una provincia che da oggi, avrà uno sportello fondamentale per la vita dei cittadini. Nel comune di Turate, voi vi chiedete dove cazzo sia e io vi rispondo che in realtà so solo che è in provincia di Milano, ogni giovedì sarà aperto per due ore un ufficio per denunciare i clandestini. Clandestini che, capiamoci, sono la vera e forse unica piaga di questa Italia che va a gonfie vele. Dell'Italia che non è in crisi, ma solo pessimista (sic Premier), che è stata finalmente liberata dai comunisti che utilizzavano i rubli sporchi di sangue dell'Unione Sovietica (sic Berlusconi), che vede vertiginosamente cadere gli iscritti all'Università e rischia di piombare in fondo alle classifiche europee per rapporto tra cittadini e laureati.


Evitando inutili e fastidiose divagazioni, torniamo all'ufficio clandestini che, accetta segnalazioni, anche anonime, di tutti i turatesi che sospettano di avere come vicino di casa un irregolare. Non un inquilino abusivo tout court, ma proprio un extracomunitario senza permesso di soggiorno. L'iniziativa, recita l'avviso, è nata "per accrescere la sicurezza urbana, contrastare la permanenza di stranieri irregolari sul territorio e verificare il rispetto della legalità". Si accettano segnalazioni, firmate o "in forma riservata". E a chi accusa il sindaco di razzismo, questi prontamente risponde: Ho una piccola industria tessile, due dei miei dipendenti sono albanesi, bravissime persone. Cittadini comunitari, ma sempre stranieri». Quando si parla di nord proiettato verso il futuro, l'innovazione e il progresso.

Simone Marchi

Histoire d'O


Ci siamo incrociati una sera. L'annoiato ragazzo seduto dietro quello che prima era un tavolo di plastica bianca, me lo ha venduto a pochi euro: doveva liberarsi di un pò libri, troppi per la sua piccola e angusta stanza di San Lorenzo. Quella sera me lo son ritrovata tra le mani, distrattamente. Pubblicato in Francia nel 1954 dal coraggioso editore Jean-Jacques Pauvert. Il libro fu subito etichettato

come "scandaloso" e "osceno" dalle autorità francesi. Poco è valso impedirne la pubblicizzazione, il libro circolò come ultima mela di quella tradizione erotica francese aperta con la Justine, del divin Marchese de Sade. O è una schiava d'amore, un orifizio. Il romanzo è un sogno proibito, la parte buia e segreta di una donna, una trappola che cattura le zone più recondite e perverse dell'inconscio collettivo.

Marta Tamburrelli




SOMMARIO
pag.1
Montagne russe
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Come non farsi infinocchiare dai commessi della Feltrinelli