Come non farsi infinocchiare dai commessi della Feltrinelli
L'Abruzzo com'era: Carsa
In mezzo a ospedali da campo e tendopoli, alle sirene dei pompieri e a quelle della propaganda che attirano i ministri nessuno ci fa caso, oggi, ai portali, alle chiese, ai palazzi in macerie.
Ce ne accorgeremo tra qualche mese, che gli album fotografici di Carsa, principale editore abruzzese, rischiano di diventare documenti storici. L’Aprile del 2009 da quelle parti resterà un momento a partire dal quale datare gli avvenimenti: qualcuno misurerà l’età dei propri figli prendendo come riferimento l’istante in cui Colle Maggio ha cessato di essere come ce la ricordavamo. Come lo ritraggono le pubblicazioni di Carsa, appunto, che è partito dall’Abruzzo ma ormai anche in Friuli, in Campania, in Trentino, da solo o abbinato con giornali locali riesce a mostrare la bellezza dei campanili senza cadere nel campanilismo.
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Tante Gemme dentro altrettanti Scrigni, per citare due collane di Carsa, prima ma per la verità quasi unica casa editrice in un panorama editoriale che non regge il confronto con quello ambientale e artistico della regione.
Che era e resterà da visitare, magari con una guida di Carsa per le mani, sperando che insieme a quelle in muratura di case da quelle parti ne nascano anche di editrici.
Carsa SPA
Piazza s. Allende, 4
65128 Pescara- Italia
Tel. 08543031
info@carsaedizioni.it
LDF
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SOMMARIO
pag.1
Capitale e lavoro
Cos'è la ControEconomia
pag.2
Informazione
Cosa succede alla Malatempora
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Libri da non leggere
Visto che la Feltrinelli è costantemente invasa di adolescenti coi cellulari rosa che si fanno la foto con la sagoma di Edward di Twilight, mettendo in allarme i commessi e rendendo in pratica impossibile rubare qualunque libro*, mi sono dovuta dare alla letteratura straniera di contrabbando, quella che si compra solo sul sito dell’autore. Bastano poche pagine di I Amaze Myself per capirne il perché. Per quelle di voi che hanno più di vent'anni ma meno di… niente, solo più di vent’anni, il nome Matthew McConaughey dovrebbe risvegliare qualcosa nella testa (vabbè, non proprio nella testa). Beh, l’autrice Kay McConaughey è la mamma del noto attore che, per una forma di allergia al mondo civilizzato, lo si può trovare sempre e solo in spiaggia senza maglia. A chi ama le saghe familiari farà piacere sapere che la follia scorre nelle vene di tutta la famiglia. Probabilmente fumano tutti dallo stesso narghilè, il che spiegherebbe,
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per dire, questo interessante passaggio in cui quella pazzerella di Kay racconta come è morto il marito: “Ogni lunedì mattina ci salutavamo facendo sesso. Ma un giorno, all’improvviso, è successo. Sapevo che qualcosa non andava perché non riuscivo a sentire niente da lui. Proprio niente. Ma è stato il modo migliore per andarsene”. Fin qui niente di che, in fondo è successo pure a Eric di Beautiful. Ma poi, quando sono arrivati i medici, ha deciso di non coprire il corpo del marito: “Ero così orgogliosa di mostrare il mio grande, vecchio Jim McConaughey - e il suo dono”. Poi una si stupisce se il figlio si droga.
* (sto scherzando, stupidini: rubare è peccato, poi Gesù bambino piange)
Letizia Rosati
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