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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 22 aprile, N° 248, pagina 2

ControPolitica :: Internet/2


Non lo nego, il libro di Keen, di cui ho parlato la settimana scorsa, mi ha aperto la mente. Certo, non nel modo sperato dall'autore, ma questi son dettagli. Sicuramente l'autore ha raggiunto il suo scopo, non facile visto i volumetti che ultimamente circolano e vendono in libreria, cioè quello di stimolare la riflessione e, perché no, il controllo empirico delle sue tesi. Ecco in questa settimana, senza faticare troppo e con l'aiuto di solerti amici che nei vari social network pubblicano link e video di youtube, ho effettuato una mini indagine, un piccolo confronto tra i media ufficiali (e quindi, secondo il mio autore di riferimento Keen, affidabili) e tutte quelle forme di condivisione e trasmissione di informazioni artigianali, dilettantistiche (e quindi, sempre secondo il mio autore di riferimento, inaffidabili). Chiaramente ho dovuto stringere il campo di ricerca e chi meglio del nostro Premier che del presenzialismo mediatico ha fatto uno stile politico, poteva farmi da inconsapevole cavia? Due video, più di altri, riflettono a pieno lo stato mediatico del nostro paese.


"Faranno alcuni mesi di campeggio" è la battuta che il nostro premier indirizza agli sfollati del terremoto abruzzese, visitati più e più volte dal nanuto parrucchino in queste settimane. Solito sarcasmo berlusconiano direte voi, simile al più celebre e famoso "vacanze al confino" riferito agli esiliati politici durante il ventennio mussoliniano. Ovviamente superfluo segnalare che nessun media ufficiale e attendibile ha riportato questa battuta. Ancora più disarmante l'uscita di Berlusconi in un intervento a fianco di tremonti riportato esclusivamente dal tg de La7. Interrompendo un Tremonti insolitamente chiaro, il nostro premier afferma: "E intanto i ministri stavano al cesso". Il fido Tremonti, avvezzo alle uscite del capo, prova a continuare il suo monologo ma Lui, il padrone di Arcore lo interrompe di nuovo per minacciare, con il sorriso sulle labbra si intende, una solerte giornalista Rai (rarità) intenta a scrivere l'ennesima battuta fuori luogo del premier. "Cosa scrive lei - chiosa Silvio - le riunioni per via Mazzini le facciamo a casa mia, stia attenta."

Simone Marchi

La Liberazione al tempo della società dello spettacolo


Tutti i giornali aprono con la notizia che Berlusconi festeggerà il 25 aprile. Al solito salta agli occhi l'inadeguatezza della stampa nostrana, visto che il leader del governo e del principale partito politico (sigh) in un qualsiasi paese civile non potrebbe esimersi dal festeggiare un evento importante come il 25 aprile. Invece in Italia fa notizia l'ultima decisione del nano malefico mentre nessuno ha avuto nulla da ridire negli ultimi 14 anni, quando Mister B. preferiva rimanere in una qualsiasi delle sue case circondato dalla solita corte di nani e ballerine. Comunque, più della decisione ovvia solo in parte, preme sottolineare il luogo dove perla prima volta dalla discesa in campo Berlusconi festeggerà a Liberazione: Onna. Il paesino raso al suolo dal terremoto e, guarda

un po', anche dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Una scelta, siamo pronti a scommetterci, studiata a tavolino e, da un punto di vista comunicativo, ovvia e geniale: d'altronde il terremoto fa ancora audience e colpisce la cosscienza italiota come null'altro e, soprattutto, a Onna è molto improbabile che Berlusconi si trovi ad affrontare fischi e contestazioni – oltretutto agli abitanti terremotati conviene tenerselo buono – come avverrebbe a Milano o in qualsiasi altra piazza italiana invasa da reduci partigiani e quel che resta della sinistra che in queste occasioni miracolosamente si ricompatta.

SOMMARIO
pag.1
I predatori dell'arca perduta
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
Come non farsi infinocchiare dai commessi della Feltrinelli
Letteratura e vita