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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 6 maggio 2009, N° 250
ControPolitica :: Le corp du roi


Sono settimane che mi frulla per la testa questo refrain storico: le corp du roi, le corp du roi... che naturalmente si riferisce al nostro re mediatico robotico simbiotico etcetera. È ormai il suo corpo, unto dal signore come lui già ci fece sapere, che regna su noi suddditi in fregola. La sua adorbile satiriasi

ci manda in estasi, le sue belle scappatelle da veccchio impunito alla cerca di sesso mediatico ce lo fanno adorabile. Il suo corpo tracima, trascende, ascende al cielo dei sondaggi, che presto supererà il 100%, il 1000% ad maiorem dei gloriam.


Angelo Quattrocchi




SOMMARIO
pag.2
Oltre confine
Come non farsi infinocchiare dai commessi della Feltrinelli


Siamo a Torino/2


Vi dobbiamo, forse, una spiegazione. Come i nostri lettori sanno, abbiamo ripetutamente attaccato sia il Salone di Torino, sia Più Libri Più liberi, cioè la Fiera del libro di Roma. Le ragioni della nostra antipatia nei confronti di quelle due fiere, e francamente anche di moltissime altre che più o meno le imitano, è presto detta. In una situazione così disgraziata fatta di librerie picccole, povere che a malapena resistono e di librifici delle catene mondador-rizzoliane le fiere sono un ulteriore passo verso la spettacolarizzazione del libro. Verso la sua massificazione che vuole il milione di copie del bestseller

e la morte di idee diverse, che escono dal mainstreem, dal pensiero unico che ormai ci domina mediaticamente con luciferina bravura degna di miglior causa, dalla ficion alla saggistica. Ma le fiere sono ormai l'unico luogo dove anche le piccole editrici possono mostrare i loro libri, anche grazie alle catene librarie che snobbano sempre di più le proposte di piccole realtà come noi e molti altri. Ma per far questo fanno pagare un prezzo esorbitante agli editori che già pagano il 60% per esssere malamente distribuiti. Insomma, le fiere sono uno spettacolo dove i protagonisti pagano, e i comprimari incassano. Non è certo cosa bella e degna.

AQ