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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Giovedì 9 luglio 2009, N° 255
2°C


2°C. è l'aumento della temperatura terrestre che i grandi della terra autoproclamatisi tali sono disposti a tollerare. Su Repubblica di oggi fanno notare che finalmente anche i governi riconoscono l'inquinamento come uno dei fattori determinanti il riscaldamento globale. Un passo avanti certo, pari forse a quello della scoperta dell'acqua calda. Il problema tuttavia non è quanto siano disposti i G8 ad ammettere e concedere, ma il margine di tolleranza che si sono auto attribuiti. Dal XIX secolo la temperatura globale è aumentata di 1°C, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: ghiacciai sciolti o in via di, aumento della desertificazione (anche in Sicilia, ma i media non lo dicono volentieri), cambiamenti climatici con esiti a tratti catastrofici e via dicendo. Cosa comporterebbe quindi un ulteriore aumento di 2°C? la risposta è scontata. Inoltre ci sentiamo di aggiungere un'ulteriore considerazione. Finora gli oppositori alle teorie sul riscaladamento globale si sono nascosti dietro il dito del "non siamo noi, è un processo naturale". Il problema è che hanno in parte ragione. La

temperatura non si starebbe alzando solo per effetto dell'uomo, condizionale d'obbligo, ma tutto dipenderebbe da un processo ciclico molto più ampio di innalzamento/abbassamento delle temperature media globali, basta pensare che la Groenlandia si chiama così (Terra verde) perché all'epoca dei vichinghi era ricoperta di foreste. L'inquinamento atmosferico però non ha fatto altro che accelerare in maniera imponderabile un processo già in corso, portandoci alla situazione attuale che tutto è tranne che facilmente gestibile. Per questo, affermare che si è disposti a tollerare un aumento massimo di 2° vuol dire porre dei limiti a una situazione che è difficilmente controllabile e per cui invece andrebbero approntate immediatamente delle soluzioni (leggi: andrebbe immediatamente ridotto l'inquinamento) e non rimandare all'infinito una decisione scomoda ma ovvia e indispensabile. Insomma, una piccola ammissione che fa contenti i giornali di regime e qualche ambientalista idiota, ma che ci lascia comunque in balia di temperature anomale e disastri ambientali.


Collettivo Malatempora





Cosa succede alla Malatempora


Periodo interlocutorio questo. Un po' perché è naturale che sia così, visto che l'estate per l'editoria è un periodo molto molto tranquillo. Un po' perché comunque la nostra opera di riorganizzazione è ancora in

corso, e il buco contro cui stiamo combattendo non è di quelli che si colmano in fretta. Tuttavia teniamo duro e non molliamo. E il resto verrà da sé.
Alla prossima

Collettivo Malatempora



SOMMARIO
pag.2
C'è qualcosa che brucia in tutto questo fumo
Il nano puttaniere


pag.3
La vita è una ripetizione
Recensione