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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 15 luglio, N° 256, pagina 3

La vita è una ripetizione?


Flavia sta, atterrita, di fronte all'esercizio di matematica che tra un momento, almeno spero, svolgeremo. E' un'espressione piena di frazioni moltiplicate a frazioni sommate a frazioni, il tutto fratto frazioni divise per frazioni e sottratte a frazioni: visto così, in effetti, sembra un palazzo di Fuxas a otto piani. Cerco un modo per incoraggiarla, le dico: se riesci a leggere gli spartiti delle sonate di Bach, questa robetta sarà una passeggiata per te. Non l'ho persuasa, ma lusingata sì. Almeno. Allora aggiungo: quando suoni, non conti? Qui devi fare lo stesso: quattro/quarti, tre/quarti, non sono altro che frazioni di tempo; e quelli li sai contare, mi pare. Adesso


sembra aver capito. L'espressione del suo viso s'accende, dice “ok, facciamo”. Si china sul foglio e comincia a scrivere come una matta, invasa dal sacro furore dell'ispirazione algebromusicale. “Finito!”, sospira a un certo punto, piena d'orgoglio. “Viene duecentottantanove fratto cinquantatre, giusto?”, chiede. Beh, quasi. Il risultato è quattro noni. In fondo, ci sei andata vicinissima. “Infatti, qualcosa mi stonava. Riaccordiamo?”. Come no. Ma se quando suoni Bach accordi con il diapason, qui come fai? “Boh”, risponde lei, definitivamente arresa, “io le sonate di Bach non le ho mai studiate”.


Silvia Ianniello



Recensione :: Easter parade


Richard Yates, Minimum Fax, 2008, 11,50 euro
Esce in America nel '76, in Italia nel 2008. Anche questo, come il libro cult, Revolutionary road, distrugge il sogno americano, lo stigmatizza, lo disprezza. Easter Parade racconta attraverso una prosa dura e graffiante la vacuità del sogno americano, la solitudine individuale. Easter Parade è la storia di un dramma familiare, di due sorelle, Sarah ed Emily, "destinate ad essere infelici", e dello loro madre.

E poi alcol, interni familiari e botte. La cronaca di due condizioni femminili al bivio, luogo in cui, secondo Yate, ogni scelta è comunque sbagliata, perchè la condizione umana è destinata al fallimento. Yates è la sua prosa, tanto semplice e sottile che taglia e fa male. Genio dimenticato, in ombra per tutta una vita.

Marta T.



SOMMARIO
pag.1
Speciale sciopero dei blog/Perché no
Speciale sciopero dei blog/Perché sì


pag.1
Un grillo in fattoria
La triste storia del ragionier Brambilla